mercoledì 8 maggio 2013

Anni '60 a Borgotaro: Dal castello alla "Casa del Fanciullo"



Durante estate del 1958, fervevano i lavori intorno alla chiesa parrocchiale di Sant’Antonino. L’area interessata dai lavori era quella situata al fianco della chiesa, dove attualmente sorge il campetto di gioco per i ragazzi, e l’area un tempo occupata dal vecchio castello, in parte abbattuto. Da tempo era emersa la necessità di trovare nuovi spazi per l’asilo, che allora aveva sede nella cosiddetta Casa dell’Abate, l’edificio ancora noto a tutti come “asilo vecchio”.


 Il nuovo arciprete di Borgotaro, Mons. Francesco Corsini, insediatosi nel 1952, aveva espresso tutta la sua preoccupazione perché riteneva che quei locali non fossero idonei ad ospitare i bambini. Scriveva infatti nel 1955 su “La mia parrocchia” (così si chiamava allora “Voce del Taro”): “A dieci anni di distanza dalla fine della guerra, il problema della scuola materna di Borgotaro non ammette più proroghe ne differimenti. Sapete in quali angusti e infelici locali sono ancora ospitati i bimbi di Borgotaro. Non deploreremo mai abbastanza quindi l’aver rinviato fino ad adesso la impostazione di questo importantissimo problema”. Si trattava quindi di costruire un nuovo asilo. Dove costruirlo però? Con quali fondi? Tutti problemi non di poco conto. L’anno prima era nato anche un comitato apposito. Chi ne faceva parte? Ci informa Giacomo Bernardi: “In un verbale redatto in data 27 agosto 1954… si può leggere che si sono riuniti i Sigg. Marchini Camia Dott. Francesco, Ferrari dott. Giuseppe, Terroni ing. Luigi, Suor Luisa Borgna e Nigito dott. Angelo allo scopo di costituire un Comitato provvisorio per lo studio dei problemi inerenti alla costruzione dell'Asilo. A far parte del Comitato sono invitati anche i Sigg. Terroni Luigi, Albertoni Conte Carlo, Benetti Matilde. Dopo uno scambio di idee il Comitato ha deciso di riunirsi su invito di Mons. Corsini" (Giacomo Bernardi, L’Esilu, cent’anni di asilo a Borgotaro, Associazione Emmanueli, 1997). L’arciprete riteneva che la sede ideale per il nuovo asilo fosse quella allora occupata dal castello, già in parte demolito e pericolante. Negli anni precedenti, tuttavia, c’era chi voleva che lì sorgesse il nuovo Palazzo Comunale. Dopo non pochi contrasti, nella riunione del Consiglio Comunale del 5 febbraio 1956, i consiglieri votarono all’unanimità di “cedere al Comitato Promotore della costruenda Casa del Fanciullo l'area risultante dall'abbattuto castello e "quella attigua del macello, appena sarà liberata" (Giacomo Bernardi, op. cit.). Su “Voce del Taro” di giugno-luglio 1958 si legge: “I progetti… richiedono vasti spazi per cortili, aiuole e specialmente per i nuovi edifici indispensabili alla assistenza dei bambini”. Per questa ragione, i sacerdoti sacrificano anche l’orto curiale, una zona verde attigua alla canonica, dove erano soliti fare qualche passeggiata tra i fiori e gli alberi. La stessa vecchia canonica viene abbattuta: “In questi giorni è la vecchia canonica che cade sotto il piccone, isolerà la nostra bella chiesa e darà maggiore spazio al cortile di ricreazione dei nostri ragazzi”. Restavano in piedi i ruderi del vecchio castello, che dovevano essere rimossi. I lavori tuttavia si incagliarono. Si legge su “Voce del Taro” : “Non è possibile far nulla se non si libera questa area. La demolizione del muro ancora restante del vecchio Castello è stata fermata dalla necessità di permettere ancora le macellazioni. Fino a quando? Vogliamo sperare che le pratiche burocratiche che ancora si frappongono abbiano da venire disbrigate con sollecitudine”. Ci volle ancora qualche anno prima che l’opera fosse definitivamente conclusa: “Il 12 luglio 1963 Mons. Umberto Malchiodi, Vescovo di Piacenza, partecipava alla posa della prima pietra della "Casa del Fanciullo" e nel luglio del 1965 veniva inaugurato il primo lotto dei lavori. Nel 1970 veniva collaudata l'intera opera. La Scuola Materna di Borgotaro aveva finalmente una sede nuova e dignitosa” (Giacomo Bernardi, op. cit.)
Massimo Beccarelli

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