sabato 3 agosto 2013

“La vita in un profumo, verde speranza” di Miriam Scotti

E' stato presentato oggi a Borgotaro, sotto i portici della Biblioteca Manara, il libro “La vita in un profumo, verde speranza” di Miriam Scotti. L'autrice del romanzo, vent'anni, fidentina d'adozione, era accompagnata da don Amos Aimi, parroco di Bastelli e archivista della Curia Vescovile di Fidenza.
La vita in un profumo, verde speranza”, è un breve romanzo scritto con uno stile molto originale: una narrazione fatta di frasi e periodi brevi, diretti, immediati.
Racconta le vicende di Jessica, una ragazza, un'adolescente di oggi...
Il romanzo si apre con la morte di Luigi, il nonno della protagonista.
Un uomo di grande personalità, che aveva rivestito importanti cariche professionali e culturali, rimanendo però profondamente umile: “Il nonno era il punto di riferimento, la fonte della vita, l'unico uomo, marito e papà perfetto sulla terra”. Sono momenti di profondo dolore, di scoramento... si rischia di finire travolti dai ricordi dell'infanzia, dai momenti felici trascorsi insieme, che non ritorneranno.


Massimo Beccarelli e Miriam Scotti
Si legge poco oltre: “Il tempo passa, la cicatrice resta, ma la fede la monda, lenisce il dolore”. Una fede, quella di Jessica, che non l'abbandona mai, e che fa da sottofondo a tutta la vicenda. Una fede silenziosa, non urlata, eppur presente, che si manifesta ad esempio nella devozione alla Chiesa di Bastelli di Fidenza e nell'impegno nell'organizzazione della Festa in onore di Sant'Anna.
Col passare del tempo, Jessica ha l'impressione che il nonno la guidi, le resti accanto.
Si legge nel libro: “Ogni volta che faccio colazione, risento il suo profumo” (cioè il profumo del suo dopobarba).
Questo passo è importante, perchè porta alla luce uno degli elementi chiave del romanzo: Il profumo. Il profumo della vita, il profumo del dopobarba del nonno che, quasi magicamente, l'accompagnerà e, alla fine, ritornerà... nel profumo del piccolo nipotino Enrico Luigi, figlio del fratello.
Altro elemento chiave del romanzo è l'amore. L'amore per i famigliari, anzitutto, ma anche l'amore per Francesco, un ragazzo conosciuto per caso e che la travolgerà in una passione a tratti coinvolgente, a tratti contrastata, piena di dubbi. Vengono alla mente le parole del poeta Vincenzo Cardarelli che, parlando di un caso analogo, userà queste parole: “L'amore, sul nascere, ha di questi improvvisi pentimenti”...
Comunque, nelle pagine centrali del romanzo, le dinamiche dell'amore giovanile vengono descritte con grande perizia, nei dettagli, regalando alcuni dei passi più belli e più veri del libro; passi da cui emerge anche la passione letteraria dell'autrice, prima di tutto per Dante, che viene anche citato, ma anche per Leopardi, di cui si trova traccia in certe scelte lessicali (nell'uso di parole come dolore, illusioni, rimembrare).
L'ultimo aspetto del romanzo che voglio segnalare è la ricorrenza di un colore, il verde, che fin dal titolo richiama la speranza: la passerella verde smeraldo delle sfilate da miss, i prati verdi di Bastelli, il camice verde indossato in ospedale.
Una speranza e un ottimismo che, per concludere, si concretizzano in un inno alla vita, con la nascita del nipotino Enrico Luigi.
                                                                                                                                  
                                                                                                                                  Massimo Beccarelli




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