martedì 13 agosto 2013

L'hashtag #classicidaleggere tra i più popolari d'Italia



Qualche mese fa, avevo affidato a questo blog alcune riflessioni sull'utilizzo degli hashtag su twitter e delle loro potenzialità nel diffondere e condividere cultura. In quell'occasione avevo parlato di #iversicheamo e #ilibricheamo, che avevo lanciato alla metà di giugno e avevano riscosso un discreto successo.
In particolare il primo, che a distanza di due mesi è ancora attivo e vitale ed è seguito da un buon numero di persone. In seguito, altri utenti, ispirandosi al mio esempio, avevano lanciato: #iquadricheamo #iluoghicheamo #ifilmcheamo.
Ieri, parlando con un'amica su twitter, questa mi invitava a lanciare un hashtag nuovo, che potesse valorizzare i libri classici. Ho così pensato di lanciare #classicidaleggere, perchè la formula caratterizzata dal #cheamo finale mi sembrava ormai troppo sfruttata e non andasse più bene. 
Il nuovo hashtag ha riscosso subito, e sta ancora riscuotendo, un notevole apprezzamento. Basti dire che, dalla mattina del 13 agosto, si è piazzato stabilmente tra i primi 5 cinque hashtag che fanno Tendenza in Italia, toccando anche, in alcuni momenti della giornata, il 1° posto.
Non è poco, se si considera che doveva competere con alcuni hashtag molto popolari, legati, per fare un esempio, al cantante Justin Bieber o a Emma Marrone. E' anche la dimostrazione che ci sono ancora moltissime persone appassionate di libri e lettura e questo ci fa ben sperare per il futuro.

                                                                                           

2 commenti:

  1. La lettura è una radice profonda della nostra vita in alcuni più latente in altri pompa linfa meravigliosa basta portare una persona in una libreria con un buono regalo per vederla uscire soddisfatta con un libro per se. Se la nostra scuola smettesse l'obbligo di lettura di alcuni libri per lasciare gli studenti al buffet della cultura avremmo meno associazioni negative alla lettura che frenano questa attività di crescita

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    1. A me non piacevano troppo i libri all'università.

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