venerdì 20 settembre 2013

"Elvira, la modella di Modigliani” di Carlo Valentini


Oggi vi voglio parlare di un libro che ho letto qualche tempo fa e che mi ha fortemente colpito. Si tratta di "Elvira, la modella di Modigliani" di Carlo Valentini. 
Valentini è un giornalista professionista, che attualmente lavora alla Rai. In precedenza ha collaborato ad altri importanti quotidiani e riviste (Il Giorno, Il Resto del Carlino, Panorama, Europeo, Italia Oggi, Milano Finanza). É laureato in Sociologia all'università di Trento. Tra gli altri suoi libri: “Il blob-blob della seconda repubblica” (premio Bordighera), “La mia Italia”, “La coppia in amore”. Ha tenuto lezioni di giornalismo all'università di Bologna e pubblicato numerosi contributi sul mondo dell'informazione tra i quali “il rapporto tra lettore e giornale analizzato attraverso le lettere al direttore”.


“Elvira, la modella di Modigliani” è ambientato a Parigi, nel primo novecento: Montmartre e Montparnasse, le Moulin Rouge, i bistrot, i grand cafè. É l'epoca delle grandi avanguardie artistiche e poetiche. La città è un grande polo d'attrazione.

A Parigi approda anche Elvira, giovane in fuga da una vita di stenti e prostituzione. Un modesto lavoro al Cafè de l'Ermitage, “le feste bohemienne, con questi strani pittori che venivano da tutta Europa, parlavano di Cubismo, Futurismo, Manierismo”. Elvira trova casa nei pressi del Bateau Lavoir, luogo mitico dell'arte parigina dell'epoca. Al Chat Noir incontra Amedeo Modigliani, italiano arrivato da Livorno; e da questo momento è il pittore Modigliani l'assoluto protagonista del libro. Pian piano ne comprendiamo l'indole, le convinzioni: “Sono individualista nell'arte ma non nella vita, non riesco a vivere senza una donna, mi cibo di donne e di colori”. Uomo affascinante, dall'abbigliamento curato, di un'eleganza trasandata e studiata.


Massimo Beccarelli e Carlo Valentini (Foto Agitati)
Un uomo dall'aria aristocratica pur nella miseria, sempre rasato di fresco, profumato, una sola camicia, ma lavata ogni sera. Elvira ben presto poserà per lui e diverrà la sua amante. Elvira è un po' l'alter ego di Amedeo. Scrive Valentini: “pronta all'avventura, assetata di conoscere, amante della vita senza pudori, gioiosa anche nelle avversità”. Sarà un legame intenso ma passeggero: “Non mi puoi imprigionare” dirà Amedeo a Elvira “mi faresti morire”. Seguiamo così, tra le pagine del libro, l'intera parabola della vita di Modigliani, le sue tante amanti, i suoi problemi di salute, l'abuso di assenzio, acquavite, rum e hashish. Vengono alla mente le poesie di Baudelaire, i paradisi artificiali prodotti dall'uso di droghe. Modigliani sembra il prototipo dell'artista maledetto. É un intellettuale che conosce a memoria i libri di Dante, che legge Freud, Nietzsche, Bergson e poi, soprattutto, è un grande artista, straordinario pittore, ritrattista e scultore, pronto a sacrificare anche la vita per la sua opera. Non vuole abbandonare Parigi, il cui clima però ne danneggia gravemente la salute. Si legge nel libro: “Qui a Livorno riacquisto le forze, ma a Parigi proprio i tormenti mi stimolano al lavoro”. Fin da allora la sua sorte era segnata, ma quello era il suo destino... ed egli ci si abbandona totalmente. Neppure l'affetto per l'amata Jeanne lo potrà salvare. Un romanzo biografico, dunque, ben documentato, che segue da vicino la vita di Modigliani senza tralasciare di essere avvincente, come solo un romanzo può essere.
                                                                                                        Massimo Beccarelli

2 commenti:

  1. Bella recensione!
    Ma è l'epoca anche, che è bella. Il periodo culturale, i luoghi, gli ambienti, ... !

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  2. Dovrei davvero leggere questo libro

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