lunedì 23 settembre 2013

Sant'Antonino martire: storia controversa di una reliquia

Le notizie su Sant’Antonino martire, cui è dedicata la chiesa parrocchiale di Borgotaro (PR), sono poche e confuse. Secondo la tradizione, Antonino sarebbe nato a Piacenza nell’anno 270 dopo Cristo. Non tutte le fonti, però, concordano su questo dato. Alcuni, infatti, ritengono che il santo sia nato ad Apamea, in Siria.
Giovane di stirpe nobile, Antonino era cresciuto nel benessere. Ben presto, tuttavia, decise di vivere secondo gli insegnamenti del Vangelo.

Ancora giovane, intraprese un viaggio in Terra Santa e, mentre si trovava laggiù, venne a sapere che, in Egitto, si trovavano gli “apostolici soldati” della Legione Tebea, una formazione militare romana interamente composta da cristiani e guidata da Maurizio, un valoroso condottiero. Intenzionato a conoscerli, Antonino si recò in Egitto e rimase affascinato dalla virtù e dalla profonda fede cristiana di quei soldati.

Ben presto, egli chiese di essere arruolato nella Legione, e la sua richiesta venne accettata. I legionari, quando erano liberi dagli impegni militari, si dedicavano anima e corpo alla predicazione del Vangelo. I due imperatori dell’epoca, Diocleziano e Massimiano, venuti a conoscenza della cosa, decisero di prendere urgenti provvedimenti. Avrebbero obbligato quei soldati a convertirsi al paganesimo, a qualunque costo. Convocarono perciò i legionari in Italia, dicendo che avevano bisogno del loro aiuto per sedare una sommossa. I soldati, fedeli all’Impero quanto al Vangelo, partirono senza esitare. Imbarcatisi ad Alessandria d’Egitto, essi giunsero ben presto a Roma, dove vennero rincuorati da papa Marcellino, che li spronò a proseguire nella loro opera apostolica. Frattanto, l’imperatore Massimiano li invitava a raggiungere la Francia, dove li stava aspettando. Non appena giunti, egli cercò ripetutamente di costringere i legionari ad adorare gli dei, ma non riuscì nel suo intento. Furente, Massimiano ordinò lo sterminio completo della Legione. La vicenda di Antonino, a questo punto, si fa confusa. Non è chiaro, infatti, in che modo il santo scampi al massacro. Fatto sta che Antonino, e pochi altri, sopravvivono. In seguito ritroviamo il santo a Piacenza, dove prosegue la sua opera di evangelizzazione. La sua attività provoca sempre più le ire dei funzionari imperiali, che decidono, infine, di ucciderlo. Il 4 luglio 303, a Travo, nei pressi del fiume Trebbia, Antonino viene da essi fermato e selvaggiamente picchiato. Poiché, nonostante le feroci percosse, egli non intendeva abiurare la fede cristiana, i suoi aguzzini lo decapitarono. Il suo corpo mutilato venne gettato nel fiume Trebbia. La leggenda narra che il sangue del martire si congelò sopra le onde, e fu raccolto da due angeli, che lo deposero sopra una barchetta, assieme al capo. Gli angeli guidarono la barca verso la città, fino alla casa di Festo, un amico di Antonino. L’uomo, avvertito in sogno, recuperò gli altri resti del martire e li seppellì sotto la propria casa. Le sante reliquie rimasero lì finchè il vescovo Savino non le ritrovò e le fece trasportare nell’attuale Basilica di Sant’Antonino a Piacenza, che ancora oggi le conserva.
Dunque, come detto, le reliquie di Sant’Antonino sono conservate a Piacenza. Ma chi è dunque quel Sant’Antonino che è sepolto nella chiesa parrocchiale di Borgotaro? Nella nostra chiesa, infatti, presso l’altare del Sacro Cuore si trova una scritta in latino che sembra non lasciare dubbi: “Corpus S. Antonini Martyris hic quiescit”(il corpo di Sant’Antonino martire riposa qui). 
 La vicenda è stata trattata in modo approfondito da Giacomo Bernardi nel libro Borgotaro: qualcosa che conosco (Parma, Mup Editore, 2005). Bernardi sottolinea che il corpo presente nella chiesa di Borgotaro è senz’altro quello di un martire, come testimoniato da alcuni documenti dell’800. Come risolvere l’enigma? Esistono due corpi di Sant’Antonino? Evidentemente si tratta di due diversi martiri, che avevano lo stesso nome. Lasciamo la parola a Bernardi: “Sapete quanti martiri, oltre il nostro, portano il nome di Antonino? Almeno otto. Tutti martiri e santi. Il rebus, quindi, potrebbe avere una soluzione. A Piacenza si conserva il corpo di quello che è detto “San Antonino di Piacenza”; a Borgotaro, invece, è giunta un’urna con le spoglie di un San Antonino, martire e santo, ma non “di Piacenza”.

A chi appartiene dunque il corpo presente sotto l'altare del Sacro Cuore nella chiesa di Sant'Antonino di Borgotaro? Alcuni esperti hanno sostenuto trattarsi di un martire proveniente dalle catacombe romane. 
Tutto questo, comunque, non ci deve per forza far pensare ad eventuali falsificazioni storiche nel contesto di un possibile commercio delle reliquie. Molto più semplicemente, la verità storica è, in taluni casi, difficilmente raggiungibile per mancanza di documenti e di prove attendibili. 
                                                                                          Massimo Beccarelli

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