giovedì 13 febbraio 2014

Cesare Cavanna: l’arte della tipografia

Cesare Cavanna, figlio di Antonio e Caterina Bianchi, nasce a Berceto l’8 novembre 1852. La fanciullezza, però, la trascorre a Borgotaro, dove il padre si trasferisce alle dipendenze del Comune. Il finire dell’800 è una stagione di grandi speranze, di grande entusiasmo nel progresso tecnologico. Si sta affermando il capitalismo, le attività industriali sono in grande espansione e sta nascendo una nuova classe imprenditoriale. Cavanna è un giovane intraprendente, sensibile al nuovo, aperto alle possibilità che la nascente società industriale può offrire, anche in un centro montano e agricolo come Borgotaro. Sul finire del 1876, Cavanna rileva l’officina-tipografia di Francesco Bergamini, da tempo attiva in paese, e già nel 1877 si trova, su carta intestata, la nuova ragione sociale della ditta. 


Il motto latino scelto da Cavanna per rappresentare la sua impresa recita: “Nihil audentibus arduum” (nulla è difficile per gli audaci). La frase rende bene l’idea della personalità e dello spirito di quest’uomo. 
Sostanzialmente autodidatta, Cavanna apprese l’arte tipografica lavorando al torchio e perfezionando le sue conoscenze sui libri di testo. 
Interessante è il fatto che la sua officina contemplava sia la stamperia che la legatoria, e ciò faceva sì che al termine del lavoro si potesse stringere tra le mani il prodotto finito, il libro. Non bisogna pensare, però, che i libri fossero l’unico prodotto della stamperia Cavanna. Venivano stampati anche manifesti di spettacoli, estratti, opuscoli, lunari, almanacchi, fogli volanti, stampati per le amministrazioni pubbliche. Tra i numerosi caratteri tipografici utilizzati, ve ne sono anche alcuni bodoniani, ossia quelli utilizzati dal famoso stampatore parmigiano Giambattista Bodoni. Il pregio delle stampe di Cavanna era, a detta degli esperti, la chiarezza e la semplicità, seguendo proprio l’illustre esempio di Bodoni. Nel primo decennio di attività, dal 1877 al 1886, la Tipografia stampa, tra le altre cose, un importante settimanale, “L’Eco del Taro” (dal 18/8/1878 al 10/08/1879) e il volume di Antonio Emmanueli, parroco di Sambuceto, L’Alta Valle del Taro e del Ceno (1886), testo fondamentale per gli studi sulla storia della Valtaro e del suo dialetto. In quegli anni, “nel circondario non esiste che una sola tipografia, quella condotta da Cesare Cavanna in Borgotaro”.
Il 31 ottobre 1886, Cavanna sposa Albertina Calderoni, da cui avrà tre figli: Dirce, nata nel 1890, Aldo, nato nel 1891, e Giovanni, nato nel 1899. Negli anni successivi, la sua attività di stampatore proseguirà alacremente. Tra le tante cose pubblicate in quel periodo, ricordiamo il volume del senatore bedoniese Primo Lagasi Studi teorici e pratici sulla legislazione forestale (1890) e quello di Tommaso Grilli Manipolo di cognizioni con cenni storici di Albareto e di Borgotaro (1893).
Cavanna, in quegli anni, non fu solo uno stampatore conosciuto e stimato, ma anche un punto di riferimento per tutti coloro che volevano avere accesso al mondo della tecnologia. Egli fu infatti rappresentante di varie ditte estere, per quanto riguardava le macchine da cucire, e rappresentante generale per l’Italia del motore tedesco Lederle. La bottega di Cavanna era addirittura un vero e proprio emporio, specializzato in prodotti tecnologici ma non solo, se vi si potevano trovare “macchine elettriche per uso medico, ventilatori, pompe da birra, estintori, pianoforti, per finire ai mandolini e chitarre di Germania, ai mantelli impermeabili, ai fucili da caccia ecc.” A inizio ‘900, Cavanna pubblica anche Relazioni ed Atti per il Comune di Pontremoli, rivolgendo quindi la propria attenzione verso la terra di Lunigiana. Sempre nel pontremolese, la tipografia stampa alcuni giornali che avranno diversa fortuna. Se infatti il “Giornale democratico costituzionale” A Noi!, stampato in vari numeri tra il 1906 e il 1908 ha avuto vita breve, “Il Corriere Apuano”, stampato da Cavanna dal 1908, è vivo e vegeto ancora oggi. Cesare Cavanna muore il 25 ottobre 1910.

Massimo Beccarelli



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