domenica 5 aprile 2015

Federico II, Parma e... la caccia col falcone


Tutti conoscono Federico II di Svevia (1194-1250), Imperatore del Sacro Romano Impero, re di Germania e di Sicilia, uomo energico e affascinante, grande legislatore e innovatore. Un uomo straordinariamente colto per l'epoca, che parlava sei lingue ed era noto come "stupor mundi" (ossia meraviglia del mondo). Un grande promotore di cultura, che favorì lo sviluppo della Scuola poetica siciliana, tra i primi esempi di poesia in volgare. Un sovrano, però, che sapeva anche essere forte e crudele, quando si trattava di far valere le proprie prerogative regali e affermare il proprio potere, oppure stroncare le ribellioni e colpire i traditori. Di quanto sapesse essere duro e spietato, all'occorrenza, ce lo racconta la storia dell'assedio di Parma.
Forse non tutti sanno, infatti, che la storia di Federico si lega indissolubilmente a quella della nostra città. Nel giugno 1247 Parma, città tradizionalmente Ghibellina e quindi fedele all'Imperatore, lo aveva tradito e si era schierata al fianco dei Guelfi, che sostenevano il Papa Innocenzo IV. Un tradimento che Federico non poteva certo tollerare, per quanto si trattasse di un sovrano "illuminato".

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