martedì 22 dicembre 2015

Francesco Picenardi, musicista e pittore


Pubblico qui un pezzo che avevo affidato alle pagine del "Lunariu Burg'zan" del 2013, storico calendario di Borgotaro (PR). Il pezzo riguarda un personaggio che ha lasciato un'importante traccia nella storia del paese.






Tra i borgotaresi illustri del passato figura, senza dubbio, Francesco Picenardi. Nato a Borgotaro il 19 marzo 1753 da nobile famiglia, fu educato alla Corte di Parma, dove fu paggio degli Infanti don Filippo e don Ferdinando di Borbone. Fra gli altri studi, si applicò particolarmente a quello del violino, dove ebbe come guida il maestro dei paggi, il prof. Ragazzi. Ben presto, tuttavia, egli si dimostrò così capace e abile nell'uso dello strumento da superare quasi, in pochi anni, lo stesso maestro. Tanto che lo stesso Picenardi chiese di potersi avvalere di un insegnante più preparato e il primo Ministro della Corte gli concesse di prendere lezioni dal prof. Andrea Melegari, virtuoso di camera del Principe. Sotto l'ottima direzione di quest'ultimo, e grazie al proprio genio e talento, Picenardi fece progressi strepitosi. Non aveva ancora compiuto 14 anni allorchè fu ammesso ad eseguire alcuni difficili concerti di violino alla presenza del Real Infante don Ferdinando, per cui ottenne grandi onori e applausi. Terminata la sua carriera di paggio, ritornò a Borgotaro, dove continuò a dedicarsi alla musica con ottimi risultati. Negli anni divenne anche un esperto direttore d'orchestra. L'illustre musicista Carlo Gervasoni, nella sua opera “Nuova teoria della musica”, elogia l'opera di Picenardi e l'orchestra da lui diretta: “Da ben ventidue anni io sono testimonio della sua rara abilità, ad al mio arrivo in Borgo Taro fu per me di non ordinaria sorpresa a rinvenire quivi una compita orchestra di virtuosi dilettanti, degna veramente d'una più grande città”.
Riflettendo sui contenuti di un libro di Gervasoni e dialogando con lui, Picenardi apprese alcune particolari regole del contrappunto e iniziò a comporre musica di diverso genere. Tra le sue composizioni si ricordano una Messa a tre voci concertata con grande orchestra, alcuni salmi, dodici concerti per violino, vari concerti per flauto ma soprattutto sei duetti per violino che, sempre a giudizio di Gervasoni, bastano a collocarlo tra i più celebri compositori dell'epoca in quel genere.
Francesco Picenardi si è inoltre dedicato alla letteratura e all'arte della pittura, dove ha dato prova di grande abilità. Famosissimo è il suo quadro che ritrae Borgotaro (1802).




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