lunedì 21 dicembre 2015

Il caso Adam Wild: un'altra serie a fumetti verso la chiusura?




La passione a fumetti del sottoscritto è cosa nota. Ne ho parlato spesso sulle pagine di questo blog, ed è testimoniata anche dal fatto di aver organizzato diversi incontri con grandi personaggi delle nuvole parlanti, da Gallieno Ferri a Claudio Nizzi a Moreno Burattini. Una passione che si nutre di lettura, prima di tutto, ma anche di recupero di fumetti del passato più o meno recente che, per vari motivi, mancano alla mia collezione.
E' cosa altrettanto nota che le vendite dei fumetti siano in costante calo. Fenomeno, questo, piuttosto curioso, visto il successo crescente e inarrestabile delle Fiere del Fumetto che, a partire da Lucca Comics & Games, invadono i vari angoli della penisola e mettono in moto, ogni volta, diverse migliaia di persone.
Analizzare le ragioni di questo fenomeno va forse al di là delle mie possibilità, ma di certo si legano alla concorrenza implacabile di altre forme di intrattenimento, che distolgono dalla lettura intere generazioni di giovani.
Già, i giovani, vero punto debole del sistema. I lettori di fumetti, oggi, sono soprattutto gli adulti, uomini o donne, e solo raramente i ragazzi o i bambini, anche se certe serie recenti, in primis Orfani, cercano di strizzare l'occhio a questo target di pubblico.
Se perdiamo i giovani sono guai! Speriamo che si noti presto un'inversione di tendenza, in questo senso, e lo dico da appassionato.
Mentre pensavo a queste cose, qualche tempo fa mi è capitato di leggere un'intervento di Gianfranco Manfredi, grande sceneggiatore di fumetti e ideatore del personaggio di Adam Wild, che lamentava la scarsità delle vendite del suo personaggio e il conseguente rischio di chiusura anticipata della serie. Una brutta notizia, che lascia l'amaro in bocca.
Una bella serie, Adam Wild, che vede le avventure in Africa di un eroe positivo, famoso per essere un liberatore di schiavi.


Nei 15 numeri finora usciti, lo vediamo alle prese con gli schiavisti, prima di tutto, ma anche con i riti e le tradizioni africane, con i diari di Livingstone, con tanta avventura e un pizzico di romanticismo. Un eroe con tutte le carte in regola per appassionare e coinvolgere, con il fascino tenebroso dell'eroe di una volta, e con quel pizzico che ironia che non guasta, legata alla figura del Conte, che lo accompagna.

E invece, Adam Wild non sfonda.
E' l'avventura classica che non va più di moda? Anche Mister No, personaggio per certi versi simile, fu chiuso qualche tempo fa per analogo calo di vendite. E' la difficoltà di lanciare un personaggio nuovo che colpisca i lettori, fedelissimi ai loro miti, a Tex, Zagor, Dylan Dog? Potrebbe essere un'ipotesi.
Certo è che un'altra serie corre verso la chiusura e ci dispiace. Anche se noi, inguaribili ottimisti, speriamo nel miracolo e continuiamo a comprarlo.
Non lo conoscete? Lo trovate in tutte le edicole, esce all'inizio del mese.
Provate a leggerlo, vi piacerà!











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