La storia dell'Oskar Schindler britannico

 


Al centro del volume «Se esiste un perdono» di Fabiano Massimi c'è un personaggio importante della storia del '900 che, per varie ragioni, è stato ingiustamente dimenticato, anche se la sua storia è largamente sovrapponibile a quella di Oskar Schindler. L’autore, modenese, è un amico di Borgotaro, e ha fatto parte della giuria del premio letterario La Quara, promuovendo la collaborazione-gemellaggio del premio con la Scuola Holden di Torino, presso cui insegna scrittura creativa. Il libro, di grande successo anche all’estero, è ambientato nel 1938, allorché il furore nazista incombeva sulla Cecoslovacchia e l’esercito di Hitler era ormai alle soglie del paese. La paura dilagava soprattutto fra gli ebrei del Ghetto di Praga; non c'era più tempo, bisognava fuggire e salvare i più deboli, come i bambini senza famiglia. Come fare però? C'è un uomo che ci crede, un inglese di origine ebraiche, Nicholas Winton, che tenta il miracolo; allestire treni diretti nel Regno Unito per mettere in salvo quanti più bambini possibile. Ne salverà in tutto 669 e oggi è ricordato come «Lo Schindler britannico».

Fabiano Massimi lo ha presentato a Borgotaro dialogando con il giovane insegnante borgotarese Paolo Rolleri. «Questa storia, ingiustamente dimenticata, - ha sottolineato Massimi - mi ha colpito molto e ho voluto raccontarla. Lo spunto per scrivere mi è giunto dalla visione di una vecchia trasmissione della BBC in cui era presente proprio Nicholas Winton, e veniva mostrata la lista dei bambini messi in salvo che, ora adulti, erano presenti come ospiti. 


Le ricerche non sono state semplici. Non si trovavano né documenti né fotografie. Sono andato a Praga a leggere i giornali dell’epoca, ho scovato testi inediti ed ho scoperto una realtà sconvolgente. Winton non aveva salvato quei bambini da solo, ma aveva trovato il supporto di altri giusti, di altri coraggiosi. È una storia che ci insegna che al mondo esiste il male, ma esiste anche il bene».

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