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“Savage Lane” di Jason Starr e la reputazione on-line

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  Jason Starr, nato a Brooklyn, è autore di diversi best-seller internazionali di genere giallo/noir, ambientati soprattutto nell'area metropolitana di New York. Molti sono circolati anche in Italia, tradotti da Meridiano Zero e Fanucci. Uno dei più famosi e senza dubbio interessanti è “The Follower”, che parla di stalking sul web, non ancora reperibile tuttavia in edizione italiana. Ho apprezzato particolarmente, però, un altro volume di Starr, “Savage Lane” , presentato nella pregevole collana Unorosso di Parallelo45 edizioni, nella traduzione di Barbara Merendoni. Tra gli aspetti più interessanti di questo lavoro di Starr, c'è una profonda attenzione per le dinamiche sociali della vita contemporanea, che non possono di certo prescindere dall'utilizzo del web e dei social network. La trama, all'apparenza piuttosto comune, mette in scena coppie in crisi e tranquille cittadine di periferia, di quell'America operosa e benestante fatta di villette con giardino, pome...

A ogni santo la sua candela, ossia della conquista del potere

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  Chi è cresciuto in certi quartieri, tra mille difficoltà, deve crescere alla svelta, se non vuole venire travolto e andare a fondo. E' così anche per Maristella che, rimasta orfana di entrambi di genitori, impara ben presto ad arrangiarsi. Ed è così anche per suo figlio Ernesto, in cui la madre ripone grandi speranze. Le speranze di un radicale riscatto sociale, che non può fermarsi di certo alla fresca laurea in Economia. Si tratta di capire come gira il mondo, di sfruttare le proprie abilità e le proprie conoscenze, sapere a chi appoggiarsi, chi adulare: “Per cavarsela da queste parti bisogna essere furbi oltre la media, entrare nel meccanismo, adattarvisi, tirare le leve giuste”. Altrimenti si rischia di rimanere disoccupati, di ingrossare la massa dei tanti che invadono i vicoli dei Quartieri Spagnoli di Napoli, che vivono ai margini, che non ce l'hanno fatta. “A ogni santo la sua candela” è un romanzo di Stefano Crupi, che racconta proprio dell'ascesa sociale di E...

Marzo pazzerello o marzo che annuncia la primavera? La voce dei poeti

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Mese particolare, senza dubbio, Marzo. L'inverno, a tratti, sembra già alle spalle. Qualche bella giornata di sole, pomeriggi caldi e voglia di scoprirsi e andare a far due passi. Voglia di uscire in bicicletta, di programmare qualche viaggio e poi... ritorna la pioggia, il vento, il maltempo. Sembra di ripiombare nell'inverno, e tutti i progetti rientrano nel cassetto. Marzo pazzerello! Ritornano alla mente le parole della maestra che, nella nostra infanzia, ci ricordava di stare attenti, di non scoprirci, per non buscarci un malanno. Anche la voce dei poeti sembra confermare quanto detto. Andiamo a riprendere qualche poesia, più o meno nota, dedicata al mese di marzo. Poi, mi raccomando, fatemi sapere quale avete preferito. Le conoscevate? Marzo Marzo: una lacrimetta che una ventata asciuga, e qualche nuvoletta che il sole mette in fuga. Minaccia di bufera, e poi, tutto ad un tratto, riso di primavera. Oh, marzo, marzo matto! (Angiolo Silvio Novaro) Marzo bello Piove ancora e...

13^ edizione del Premio letterario La Quara: tema di quest’anno è «Il coraggio».

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  Giunge alla tredicesima edizione il premio letterario La Quara – Mup editore, organizzato dalla Biblioteca Manara e dal Comune di Borgo Val di Taro (PR), con il sostegno di Fondazione Monteparma, del Rotary Club Parma Est, dell’Associazione Emmanueli-Bernardi, e con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Parma. Il concorso è gratuito e aperto a tutti, senza limiti di età,  e le opere dovranno essere inviate entro il  19 aprile 2026 . Si può partecipare inviando una breve short story inedita, di lunghezza compresa tra le 8mila e le 10mila battute (spazi inclusi). La giuria, composta da scrittori e giornalisti di fama del panorama nazionale, selezionerà cinque finalisti, che saranno premiati nel pomeriggio di sabato 29 agosto 2026, in piazza La Quara a Borgo Val di Taro. Il tema dell’edizione 2026 è « Il coraggio ». La giuria, presieduta dal prof. Ma...

Curiosità cinematografiche: Jackie Coogan, il "monello" che diventerà zio Fester

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  Capita spesso, al cinema, che giovani o giovanissimi attori riscuotano grande successo. Pochi sono quelli che, però, quel successo riescono a mantenerlo anche in età adulta. Si pensi a Shirley Temple, « riccioli d’oro » , solo per fare un esempio, che venne presto dimenticata dai registi. Tra i casi degli attori che sono riusciti a mantenere, o comunque, a ritornare al successo anche decenni dopo, si ricorda Jackie Coogan (1914-1984). Protagonista “bambino” all’epoca d’oro del cinema muto, è l’interprete de « Il monello » di Charlie Chaplin all’età di soli 7 anni. Siamo nel 1921. In breve tempo divenne una vera e propria star dell’epoca.  Quel personaggio, quel bambino povero, abbandonato e desideroso d’affetto colpì al cuore una società straziata dal dramma della prima guerra mondiale. Diventa il protagonista delle prime pubblicità di prodotti alimentari, giocattoli, cancelleria. L’anno successivo sarà « Oliver Twist » (diretto da Frank Lloyd), e il successo si rinnova pe...

Pluto, Betty Boop, l'Angelo azzurro e il Falcone maltese: liberi da copyright da gennaio 2026

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Negli USA il copyright scade 95 anni dopo la data di uscita, per le opere pubblicate dopo il 1923 (ma prima del 1977). Facendo un semplice calcolo, a gennaio 2026 si "liberano" e diventano di "pubblico dominio" prodotti dell'ingegno come film, libri, cartoni animati usciti nel 1930.  Potranno quindi essere riprodotti, riutilizzati, ristampati senza chiedere il permesso agli eredi e senza costi. Inoltre, come già accaduto in passato, i creatori potranno sbizzarrirsi creando anche versioni alternative.  D opo le versioni horror ispirate a Peter Pan, Bambi, Winnie The Pooh e Braccio di Ferro, è già in lavorazione in vista dell'uscita nel 2026 un altro film dell'orrore basato sulla prima Betty Boop. Quali sono le opere che escono dal copyright nel 2026? Ecco un elenco molto sommario. Cartoni animati: La prima versione del cane Pluto (allora si chiamava Rover) e di Betty Boop, nuovi numeri di Mickey Mouse (Topolino) Cinema: "L'Angelo azzurro" e ...

Poesia in musica: Fabrizio De Andrè - La canzone di Marinella

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Riprendo oggi, con questo post, un tema molto amato dai lettori del blog, che è quello delle "Poesie in musica". Il testo di oggi, come spesso accade con le canzoni di De Andrè, è una vera e propria poesia. Lo si nota già dalla struttura ritmica, caratterizzata dalla regolarità delle rime baciate (AA-BB-CC-DD ecc.), che la rende particolarmente orecchiabile e gradevole. I contenuti, poi, narrano una vicenda struggente, un racconto senza tempo, che vede come protagonista la sfortunata Marinella, che visse "solo un giorno, come le rose", ma la cui vicenda è sfuggita all'oblio, proprio grazie alle note di Faber. Sembra una leggenda, ma l'autore ci tiene a sottolineare, fin dall'inizio, che si tratta di una storia vera. Si narra che De Andrè, a 15 anni, avesse letto su un giornale della storia tragica di una prostituta assassinata e gettata nel Tanaro. Forse lo spunto fu quello, anche se la canzone la vede scivolare da sola nel fiume, "chissà come"...

Come cambiò Piacenza ai tempi del Fascismo? Un viaggio nell'urbanistica del Ventennio

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  Come è cambiata la città di Piacenza, dal punto di vista urbanistico, durante gli anni del Fascismo? Il volume “ Piacenza littoria” , recentemente edito a cura di Interlinea edizioni, e curato da Francesca Albani e Matteo Gambaro, risponde a questa domanda attraverso un dettagliato lavoro di ricerca storica e un ricco apparato iconografico. Il libro rientra in una serie editoriale dedicata allo studio dell'architettura e delle trasformazioni urbanistiche, nonché politiche e culturali che hanno interessato le città italiane nel Ventennio fascista. Il volume ha il patrocinio della Provincia di Piacenza e dell’Ordine degli Architetti di Piacenza. «Attraverso una serie di approfondimenti, il volume affronta i temi principali che portarono, tra gli anni venti e quaranta del Novecento, alla definizione della nuova immagine di una città che, sebbene di provincia, riuscì fin dalle sue origini, grazie alla favorevole posizione geografica e all’indole dei suoi abitanti, a inserirsi nei pr...

Giuseppe Ungaretti e quelle sue riflessioni così attuali sul futuro della poesia e della società

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  Da qualche anno a questa parte, le dinamiche del mondo letterario riservano ingiustamente alla poesia un ruolo marginale. Non si discute in questo caso del valore della poesia in sé, da tutti riconosciuto, quanto dell'aspetto meramente commerciale. La maggioranza dei lettori predilige il genere romanzo e gli editori assecondano volentieri i loro gusti. Basti pensare che nel rapporto sul mercato del libro 2019 in Italia, pubblicato dall'AIE (Associazione italiana editori), laddove si parla di generi letterari, la poesia non risulta neppure citata . Si parla di narrativa (italiana o straniera) di “non fiction specialistica” (libri di psicologia o filosofia ) e di “non fiction generale” (politica e attualità, divulgazione scientifica, costume). Altrove si parla dei libri per bambini e ragazzi, ma di poesia neanche l'ombra. Ripensavo così ad una riflessione del grande poeta Giuseppe Ungaretti di cui quest'anno, peraltro, ricorre il 55° anniversario della morte, occorsa ...

Don Ferrante, il negazionista dei “Promessi Sposi”

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  Gli autori “classici” della letteratura spesso ci consegnano figure di personaggi emblematici, frasi o concetti che, anche a distanza di tempo, ci ritornano in mente e ci portano prima a rievocare con la memoria le letture fatte e poi, come diretta conseguenza, a rileggere quelle pagine che avevamo, in parte, dimenticato. La rilettura, inoltre, aggiunge spunti ed elementi di riflessione che, magari a primo acchito, ci erano sfuggiti o non ci avevano colpito particolarmente. In questi anni in cui la tragica epidemia da Covid che ci ha investito sembra ormai solo un ricordo, ripensavo alla figura di Don Ferrante, un personaggio che, nei “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, ha un ruolo secondario eppure, per certi aspetti, merita di essere ricordato perché è, in un certo qual senso, ancora attuale. Si tratta di un nobiluomo milanese che ha accolto nella sua casa Lucia dopo che la stessa è stata liberata dal castello dell'Innominato. Come noto, il crudele bandito si era conv...

Filinnio, la prima "non morta" della storia della letteratura

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  L’antico scrittore Flegonte di Tralle (II secolo d.c.) nel suo « Libro delle meraviglie » racconta una vicenda inquietante, a mezzo tra la leggenda metropolitana e il racconto di fantasmi, che ha per protagonista Filinnio, una «non morta» ante-litteram. Questo libro rientra in un genere particolare, che nell’antichità mirava a raccogliere meraviglie naturali o, talvolta, soprannaturali. Qualcuno ha parlato della prima Vampira della letteratura, anche se del vampiro ha ben poche caratteristiche. Ecco il racconto:   Ipparco, un magistrato della città greca di Anfipoli, non lontano dall'odierna Salonicco, aveva informato il suo superiore di un fatto incredibile che era accaduto qualche tempo prima. Una ragazza, di nome Filinnio, era morta prematuramente dopo le nozze. I genitori Carito e Demostrato, disperati, l'avevano sepolta nella tomba di famiglia.  Sei mesi dopo, però, la fanciulla misteriosamente era risorta dalla tomba e, durante la notte, era ritornata nella propri...

Il borgotarese Albert Bonici che lanciò i Beatles in Scozia

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  Nel 1892, all’età di 14 anni, Giuseppe Bonici emigrava in Scozia per andare a fare il gelatiere a Inverness. Si sposò poi con Angela Leonardi, dalla quale ebbe tre figli: Alberto (1920) , Adolfo (1929) e Rosanna (1933). Gli affari per la famiglia andavano più che bene, tanto che il primo figlio venne educato nel St. Joseph’s College, quando scoppiò la Seconda Guerra Mondiale. Giuseppe rientrò in Italia con i due figli minori, mentre Alberto e la madre restavano in Scozia. Forse per motivi di sicurezza (all’epoca gli italiani non erano molto ben visti), i due si spostarono da Inverness a Elgin piccolo paesetto del nord-est scozzese, dove un cugino aveva un locale: il Park Cafè. Mentre il padre apriva un bar-gelateria a Borgotaro, in via Montegrappa (quello stesso che in seguito gestiranno la Dina e la Tina Azzali), Alberto, dopo aver fatto un corso da ingegnere, tentava qualche affare, poi avendo conosciuto un bravo musicista che si trovava a Elgin per convalescenza, iniziò ad org...

Il terribile terremoto del 1834 in Valtaro

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  Tempo fa mi era capitato di leggere, in due diverse pubblicazioni, il resoconto di un terremoto che aveva duramente colpito la Valtaro nel 1834. Non sono rari gli scritti del passato in cui si raccontano simili fenomeni, talvolta anche con dovizia di particolari. In questi giorni, però, in cui tutti abbiamo ancora in mente il tragico sisma che ha recentemente colpito l'Emilia Romagna, ho pensato di andarli a rileggere e di proporli alla vostra attenzione... Il primo scritto (tratto dall'”Araldo della Madonna di S.Marco”), è opera dell'allora parroco di Pieve di Campi, che scrive: “Il giorno 14 febbraio 1834 un terremoto orrendo, che durò circa 10 o 12 secondi. scosse e spaventò quasi tutte queste montagne e in modo speciale danneggiò Borgotaro, Pontremoli, Guinadi e Ceppin-Pontolo. In questa parrocchia (cioè Pieve di Campi) si contarono più di trenta scosse, a Borgotaro ne sentirono più di cento. Io ero solo in una stanza in tempo del lungo e tremendo crollo e non mancai ...