martedì 1 ottobre 2019

Nuovi colori e nuova veste per il "Lettore"


Cari amici e lettori, forse qualcuno si sarà accorto che oggi questo blog si presenta con una nuova veste e con colori nuovi. L'azzurro, colore che mi piace particolarmente perchè trasmette un senso di serenità e pace, sarà predominante su queste pagine. 
Ho modificato, contemporaneamente, anche i caratteri dei titoli, rendendoli più grandi e più marcati. Mi sembrava, infatti, che talvolta si confondessero con il testo vero e proprio degli articoli. Non era giusto! Anche le sezioni sono state rese più asciutte e ridotte di numero, per garantire una maggiore e più semplice fruibilità dei contenuti. 
Di pari passo con queste modifiche grafiche, cercherò di riempire di contenuti queste pagine che, per tutta una serie di ragioni, soprattutto di carattere personale e lavorativo, ho talvolta tralasciato di aggiornare anche per periodi piuttosto lunghi. Recupererò testi già scritti e ne scriverò di nuovi. Spero che vogliate continuare a seguirmi con la solita attenzione! A presto!

domenica 29 settembre 2019

Emilio Salgari: un ritorno in grande stile




Emilio Salgari è sinonimo di avventura. Il suo nome richiama alla memoria tanti romanzi e tanti personaggi indimenticabili, spesso facenti parte di veri e propri cicli narrativi. Si ricordino solo il Ciclo dei pirati della Malesia e l'indimenticabile Sandokan, oppure quello dei Corsari delle Antille, il Corsaro nero e sua figlia Jolanda. Libri che tutti abbiamo letto, spesso nel corso dell'infanzia, con avidità e con vero piacere, accompagnati da uno stile inconfondibile e dal richiamo invincibile di mondi lontani e misteriosi.
E pazienza, viene da aggiungere oggi, se, come noto, Salgari quei viaggi e quelle avventure non le visse mai realmente in prima persona, ma fossero frutto dei suoi studi e del suo continuo documentarsi su libri e atlanti.
Rimane comunque un autore da riproporre ai più giovani e non deve essere dimenticato. Non tutti i suoi libri, però, sono facili da reperire. Se si escludono infatti i suoi grandi classici, che abbiamo citato sopra, molti altri libri bellissimi di Salgari sono ormai fuori catalogo. Era il caso de “I corsari delle Bermude” che però è stato “salvato” e recentemente ripubblicato da Edizioni della Sera, prima uscita della Collana di Classici Junior. Un'iniziativa lodevole, che ripropone ai lettori un testo del 1909, che conserva tuttora una notevole freschezza e, soprattutto, il marchio inconfondibile dello stile salgariano.

La storia è ambientata al tempo della guerra d'indipendenza americana e il protagonista è Sir William, capitano della nave corsara “Il Tuonante”, che sta facendo rotta su Boston per andare a liberare la sua promessa sposa, Mary di Wentwort, prigioniera del malvagio Marchese d'Halifax. Un'impresa ardua, in cui il capitano verrà assistito da due fedeli e curiosi amici, il mastro d'equipaggio Testa di Pietra e il gabbiere Piccolo Flocco. Un trio irresistibile che ci accompagna lungo le quasi 400 pagine del romanzo, tra assalti impetuosi e astuti stratagemmi, fino a giungere al castello dove è rinchiusa la fanciulla, dove una serie di imprevisti metteranno a dura prova i nostri eroi.
Un libro avvincente e ricco di spunti anche ironici, di una comicità che non ti aspetti e che rende ancora più gradevole la lettura. Un libro corredato da interessanti apparati che svelano aspetti della vita dei corsari e da un utile glossario che spiega i termini più difficili del linguaggio marinaresco.
Un buon punto di partenza per avvicinare i giovani alla lettura e, per gli adulti, l'occasione di fare un tuffo nel passato. Un grazie a Stefano Giovinazzo di Edizioni della Sera che ci ha regalato questa interessante riedizione.



mercoledì 4 settembre 2019

“Voci di libertà”, un poemetto celebra Guido Picelli e le barricate del '22



“Voci di libertà, ovvero l'enigma di Picelli” è un breve poemetto, di stile elevato e condito di riminiscenze classiche, con cui la scrittrice bedoniese Loredana Squeri ricorda e celebra la memoria di Guido Picelli. Un testo a più voci, che dà la parola, alternativamente, allo stesso Picelli e a un Ardito del Popolo, uno di quelli che a Parma presero le armi, insieme a lui, per opporsi all'avanzata in città delle truppe fasciste guidate da Italo Balbo. 
Guido Picelli

A fine luglio del '22, come noto, anche a Parma era in corso un'operazione di sciopero “legalitario”, indetto dall'Alleanza del Lavoro, i sindacati di sinistra di allora, per protestare contro le violenze fasciste. In città l'adesione dei lavoratori allo sciopero fu massiccia. Mussolini aveva dato ordini precisi. Se entro pochi giorni il Governo non avesse saputo reprimere lo sciopero, ci avrebbero pensato i fascisti. Visto che lo sciopero perdurava, furono inviate a Parma 10.000 camicie nere, provenienti dai paesi del parmense e dalle province vicine, al comando di Italo Balbo. 
L'Oltretorrente sarà il luogo simbolo di questi che passeranno alla storia come i “Fatti di Parma”. Furono erette barricate, trincee, e il comando delle operazioni fu affidato a Guido Picelli e ai suoi Arditi del Popolo, che riuscirono a respingere l'assalto. 
L'eroica resistenza fu celebrata anche, alcuni decenni dopo, dalla celebre scritta: “Balbo t'è pasè l'Atlantic ma miga la Pèrma”, apparsa su alcuni muri del lungoparma. 
Il testo di Loredana Squeri, pur rispettoso degli aspetti storici, va visto e apprezzato per i suoi aspetti poetici e emozionali. La scelta azzeccata di far parlare in prima persona Picelli permette di scampare al rischio di cadere nella retorica. Picelli, qui, è prima di tutto l'uomo, con i suoi dubbi e le sue incertezze: 

Qualche volta mi sono domandato
perchè a me questo cuore scoppiato
all'ingiustizia, che tanti in vita loro
mai saranno ribelli, anche senza far male.

E poi c'è l''Oltretorrente, luogo della resistenza, in quell'estate del 1922, che è sempre nei pensieri di Guido, e Parma, la sua città:

Parma, mia madre e amante,
nutre di forza chi la sa godere.
A me è toccata in sorte la forza
di questo mio destino di Oltretorrentino.

Emanuele Ghelfi, Loredana Squeri, Massimo Beccarelli

Un testo ricco di suggestioni, che vi consigliamo di leggere e che speriamo venga presto presentato anche a Parma, dopo essere stato letto e apprezzato dal pubblico in valtaro.
L'autrice Loredana Squeri, bedoniese, ha fatto parte della scuola bolognese del “Giallo”, insieme ad autori del calibro di Carlo Lucarelli, Pino Cacucci e Loriano Macchiavelli.
Autrice di romanzi e racconti, è insegnante di scuola secondaria.



giovedì 29 agosto 2019

C'è il carbone a Borgotaro? Ce lo svela Giovannino Guareschi...


Curiosando su Google Books si fanno spesso delle scoperte curiose, o almeno così sembra a me. Ad esempio ci si può imbattere in un breve scritto di Giovannino Guareschi dove si parla del carbone e di Borgotaro. Il testo è tratto da “Bianco e nero - Giovannino Guareschi a Parma 1929-1938” (BUR Rizzoli) e il tono è il solito del nostro, tra l'allusivo e il divertito, e merita di essere condiviso con voi lettori del blog. Tornando a Guareschi, lasciamo la parola a lui: “C'è il carbone a Borgotaro? Per conto mio io dico che ci dovrebbe essere: ci farebbe comodo in una maniera straordinaria. Ci dovrebbe essere il carbone, a Borgotaro, come ci dovrebbe essere un pingue conto corrente, intestato a mio nome, presso almeno una delle più accreditate banche della penisola”. Del resto, prosegue, molta gente si è sempre posta, a proposito di Borgotaro, anche un altro interrogativo, ossia: “Ci sono i funghi a Borgotaro?”
E poi i funghi c'erano di sicuro, un anno più abbondanti e un anno meno...
Perchè dunque non dovrebbe esserci il carbone?
Il carbone c'era anche nei sacchi della signora Maria, che abitava in via Cocconi ma, scesa in cantina per svolgere alcuni lavori, li aveva urtati, e li aveva fatti cadere. Immaginarsi la meraviglia nel vedere che il carbone c'era, ma era di colore bianco. Di carbone solo uno strato superficiale e, sotto, tanti ciottoli bianchi. La signora Maria, angosciata, rovesciò gli altri tre sacchi e fece la stessa identica scoperta! Una stregoneria, un orribile sortilegio!
Il responsabile era il marito Antonio che aveva pensato bene di scambiare l'antracite con del gagliardo barbera.
Insomma, direte voi, ma il carbone a Borgotaro c'è o no? Lasciamo le parole al nostro Giovannino: “A Borgotaro il carbone c'è o, almeno, ci dovrebbe essere. Ma non mi azzardo a dire altro perchè qualcuno potrebbe obiettarmi; ma anche nei quattro sacchi della signora Maria il carbone c'era o, almeno, ci doveva essere...”
Forse, concludo io, è meglio venire a Borgotaro a cercare i funghi.
Quelli ci sono di certo.



La casa liberty, un romanzo declinato al femminile


          Nuova pubblicazione di Mariangela Pasciuti


Mariangela Pasciuti ha una lunga esperienza nell'ambito della didattica e della scuola, come pedagogista, docente universitaria e formatrice dei docenti, oltre che come autrice di libri tecnici, dedicati al mondo della formazione e dell'insegnamento. Non sapevo che fosse anche una scrittrice di romanzi. Ho letto con curiosità “La casa Liberty” (Bologna, Epika edizioni, 2018) e non sono rimasto deluso. E' un libro scorrevole, ben scritto, che rivela soprattutto un'ottima conoscenza dell'animo femminile. Un aspetto, quest'ultimo, fondamentale per comprendere le vicende narrate, che seguono le diverse generazioni di una famiglia sullo sfondo della storia del '900. Una storia declinata al femminile, però, visto che le figure più rilevanti, che emergono e spiccano decisamente, sono quelle delle donne.

Il romanzo si articola così, tra storia generale e storia personale che, alternativamente, si pongono al centro della scena. A volte si tratta di grandi eventi storici, che travolgono prepotentemente le protagoniste. Si pensi, in particolare, alla figura di Anita, infermiera coraggiosa che contribuirà alla salvezza di una ragazza ebrea. Fascismo, Nazismo, Resistenza, fanno da sfondo alla vicenda, ma si tratta solo di un aspetto del libro, che non ha finalità di ricostruzione storica, quanto piuttosto quello di indagare aspetti dell'animo umano. Spesso, infatti, è la storia personale dei personaggi, forti e fragili allo stesso tempo, a diventare centrale, con i loro percorsi di vita e le loro scelte. E così Adele, protagonista principale cede il passo alle altre donne, Michela, Laura, Sara, in una spirale avvolgente in cui le loro vite si rincorrono, tra richiami e riferimenti famigliari.
E poi c'è la casa Liberty, vero elemento di raccordo, cardine attorno a cui tutto ruota, luogo di vita prima e di ricordi poi, così importante da muovere la protagonista a rivendicarne il possesso, in un percorso di recupero e riscoperta delle proprie radici.

La parte centrale del romanzo, poi, ci riserva una sorpresa: “Ad Adele piaceva fare la mamma. La sua piccola, Laura, cresceva serena e curiosa del mondo. Vivace e intelligente. Amava che sua madre le raccontasse fiabe e a sua madre piaceva raccontargliele. Le inventava sul momento, le venivano così...”
Inizia qui un vero e proprio libro dentro il libro, un riuscito esperimento meta-narrativo, che rivela la grande capacità affabulatoria della scrittrice, che avrebbe forse meritato un libro a sé stante, un “libro che non c'è”, ma che meriterebbe la pubblicazione, e sarebbe un valido strumento per l'utilizzo didattico.


sabato 25 maggio 2019

Il libro perfetto per te! Perfectbook, motore di ricerca emozionale





Attivo dal dicembre 2013, Perfectbook ti consiglia la prossima lettura in modo originale e innovativo. Amate leggere, ma non sapete mai quale libro scegliere? Quando entrate in libreria o in biblioteca non riuscite mai a decidervi? Perfectbook.it è proprio il sito che fa per voi. Ideato da due giovani, Andrea Vassallo e Margherita Bauducco, coniuga la loro passione per la lettura con l'informatica. 

Si tratta di un motore di ricerca emozionale che, attraverso due diversi tipi di ricerca, ti guida nel “mare magnum” delle pubblicazioni letterarie. Si può provare la “ricerca classica”, che consiste nel descrivere te stesso: il tuo stato d'animo, i tuoi interessi e i tuoi generi preferiti. A quel punto entrerà in scena “L'algoritmo del libraio”, che penserà a tutto il resto! È anche possibile provare la “ricerca per affinità”. Si tratta, in questo caso, di selezionare un libro che hai appena letto, e che ti è piaciuto, all'interno della libreria di Perfectbook. Poi, la ricerca per affinità avrà inizio. Il motore di ricerca troverà per te un libro che potrà darti le stesse emozioni! 

Sul sito non vengono proposti semplici cataloghi di libri, ma ci si trova di fronte a un vero e proprio questionario da compilare. Ci verrà chiesta l'età, il sesso, il nostro stato d'animo, i nostri interessi e i generi letterari preferiti. Alla fine il motore di ricerca, sulla base delle nostre risposte, segnalerà i libri più adatti per noi.


Ancora più immediata è la sezione "Gocce di emozioni" dove basta segnalare lo stato d'animo attuale e vi viene assegnato un consiglio di lettura. Alla fine della ricerca, è sempre possibile accedere facilmente ai principali store on-line e acquistare i libri. Il sito ha riscosso grande interesse e ne hanno parlato tutti i principali quotidiani italiani; nella sezione "Press" potete trovare tutta la rassegna stampa con i relativi link. 

Allora, siete pronti a compilare il questionario e a scoprire il #libroperfetto per voi? Io l'ho già fatto e devo dire che i risultati mi hanno piacevolmente sorpreso! 



venerdì 24 maggio 2019

1915, la Grande Guerra e quel Campionato di calcio senza vincitori





Si sono da poco concluse le commemorazioni e i ricordi della Grande Guerra e sono state molte, negli ultimi anni, le pubblicazioni, di vario genere e di diverso tenore, che hanno messo al centro un momento così drammatico della nostra storia e della storia d'Europa. 
C'è però una pubblicazione, tra le tante che si potrebbero citare, che mi ha colpito in modo particolare, visto che pone l'accento su un aspetto tralasciato e quasi sconosciuto di quella storia. Un aspetto che si lega alla storia sportiva del nostro paese, e ricostruisce le vicende di un campionato di calcio un po' particolare, l'unico a venire sospeso, per evidenti ragioni, nel 1915. 
Un libro fatto di sport e vicende belliche e diplomatiche, connesse in un intreccio inscindibile. Si tratta di “1915, dal football alle trincee” di Alessandro Bassi (Bradipo Libri editore, 2015). L'autore, nato a Reggio Emilia nel 1973, ha già pubblicato diversi volumi, tra cui “Il football dei pionieri. Storia del campionato di calcio in Italia dalle origini alla I Guerra mondiale”.

Nella prima pagina scrive: “Volevo scrivere un libro strano, non convenzionale. Un libro che mettesse in una stessa pagina la storia 'alta' con la storia 'altra'. Un libro che raccontasse anche di come il calcio italiano e il Paese intero siano andati in guerra, tra stati d'animo e aspettative molto differenti in quell'anno fatidico di neutralità e di incessanti trattative su più tavoli”. 
L'attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914, in cui un attentatore serbo di nome Gavrilo Princip uccideva l'arciduca Francesco Ferdinando e la moglie, avrebbe portato ben presto tragiche conseguenze, precipitando gran parte dell'Europa nell'abisso della guerra. 

In Italia però, almeno nei primi tempi, la vita proseguì normalmente. Il nostro paese era rimasto neutrale e, per quanto il dibattito tra interventisti e neutralisti infiammasse gli animi, avvitandosi in una spirale che ci avrebbe portato alla dichiarazione di guerra all'Austria del maggio 1915, quella realtà appariva ancora lontana. 

Il nostro paese avrebbe goduto ancora, seppure per poco, di una relativa tranquillità. E la vita andava avanti, e con essa anche l'attività sportiva, che sembrava non risentirne. Anche allora si giocava il campionato di calcio, anche se era ben diverso da quello che conosciamo oggi. E' quello che oggi possiamo definire il calcio dei pionieri e se alcune squadre hanno nomi che conosciamo bene, come Juventus, Internazionale o Genoa, altre oggi sono scomparse, come Andrea Doria, Vigor, Casale (che era campione in carica). Regole farraginose garantivano la regolarità del torneo: le squadre erano suddivise in 6 gironi da 6 squadre ciascuno, assemblate sulla base delle regioni di provenienza. Al termine delle eliminatorie, le migliori due di ciascun girone e le quattro migliori terze formavano i quattro gironi di semifinale. Le vincenti di questi quattro gironi avrebbero formato il girone finale, da cui poi sarebbe uscita la vincitrice del campionato.


Un campionato che, però, resterà senza vincitori né vinti perchè il 21 maggio 1915 gli eventi precipitarono e pochi giorni dopo, il 23 maggio, l'Italia giunse alla dichiarazione di guerra all'Austria-Ungheria. Il giorno dopo, 24 maggio, la F.I.G.C. diramava questo comunicato: “In seguito alla mobilitazione generale la Direzione della F.I.G.C. ha sospeso gli incontri che ancora devono aver luogo a Genova, Milano, Roma, Pisa”. In quel momento, prima in classifica nel girone settentrionale era il Genoa, mentre nel girone dell'Italia centrale era la Lazio. 

Ma ormai i problemi da affrontare erano ben altri. Moltissimi furono i calciatori che partirono per il fronte e "Lo Sport Illustrato", che dal 10 giugno 1915 cambiò la testata in "Lo Sport Illustrato e la Guerra", volle onorarli pubblicando le foto di tutti gli sportivi, non solo calciatori, che partirono. 
In quei giorni si levarono molte voci che volevano l'assegnazione dello scudetto al Genoa, visto il valore e la qualità di quella squadra. Non tutti, tuttavia, erano d'accordo, e tra questi vi era una voce autorevole come quella di Emilio Colombo, che riteneva che sarebbe stato opportuno vedere il responso del campo. 
Come andò a finire, poi, lasciamolo alle parole dell'autore del libro, Alessandro Bassi: “Nel 1919, a guerra terminata, il titolo venne assegnato d'ufficio al Genoa, ma ormai erano un'Italia e un calcio diversi”.