L'arbitro Alberto Michelotti, di recente scomparso, era di casa a Borgotaro

 


Ha suscitato grande cordoglio, anche a Borgotaro, la scomparsa, un paio d'anni fa, di Alberto Michelotti, arbitro internazionale che, partendo dall'Oltretorrente e dagli anni duri della sua infanzia, aveva saputo portare in alto il nome di Parma in giro per il mondo.

Già, perchè se molti sanno che Michelotti, prima di diventare il famoso arbitro che tutti abbiamo conosciuto, ha calcato i campi sportivi anche da calciatore, è meno noto il fatto che ha giocato anche a Borgotaro. Siamo alla fine degli anni '40 e, col fisico che si ritrovava, fu messo a fare il portiere. Le prime esperienze sono nella Frassati (la squadra degli Stimmatini), poi nella Giovane Italia, le giovanili del Parma. Qualche anno in serie C, con il Parma Vecchia, e quindi l'approdo alla Borgotarese.

Ne parla diffusamente Gian Franco Bellè nel libro "Taro-Taro. Taro-Taro. Storia del calcio borgotarese dai primordi al 1973” di Giacomo Bernardi: “Michelotti, nella stagione 1949-50 viene ceduto al Borgotaro che milita in serie C. In panchina siede Tito Tortora, il massaggiatore è Olindo Degli Esposti. In campo corrono e si dannano i vari Valla, Buscaglione, Azzali, Leonardi, Fazzi. Presidente è l'avvocato Luigi Molinari. Alberto rimane con la compagine valligiana due annate (di mezzo c'è anche una retrocessione)”.

In quegli anni già emerge il carattere e il piglio deciso di Michelotti: “In un incontro, in un'ardita uscita (il coraggio non gli è mai mancato, neppure quando ha indossato la casacca nera) si frattura la clavicola”, scrive ancora Bellè.


Ma, come noto, il suo destino era quella di diventare direttore di gara. Anche se aveva già 28 anni, su insistenza di Valdo Franceschi, si iscrisse al corso per arbitri. Ma queste, ormai, sono cose note a tutti.

Il rapporto con Borgotaro, comunque, non si è mai interrotto. “Era di casa a Borgotaro e tornava spesso per “onorare” la torta d'erbe di Lino Bianco, suo compagno di squadra”, ricorda il consigliere regionale Matteo Daffadà. “Ora sarà a parlare di calcio con un altro grande del Borgo, Eugenio Bersellini”.

 

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