Curiosità cinematografiche: Jackie Coogan, il "monello" che diventerà zio Fester
Capita spesso, al cinema, che giovani o giovanissimi attori riscuotano grande successo. Pochi sono quelli che, però, quel successo riescono a mantenerlo anche in età adulta. Si pensi a Shirley Temple, «riccioli d’oro», solo per fare un esempio, che venne presto dimenticata dai registi. Tra i casi degli attori che sono riusciti a mantenere, o comunque, a ritornare al successo anche decenni dopo, si ricorda Jackie Coogan (1914-1984). Protagonista “bambino” all’epoca d’oro del cinema muto, è l’interprete de «Il monello» di Charlie Chaplin all’età di soli 7 anni. Siamo nel 1921. In breve tempo divenne una vera e propria star dell’epoca.
Quel personaggio, quel bambino povero, abbandonato e desideroso d’affetto colpì al cuore una società straziata dal dramma della prima guerra mondiale. Diventa il protagonista delle prime pubblicità di prodotti alimentari, giocattoli, cancelleria. L’anno successivo sarà «Oliver Twist» (diretto da Frank Lloyd), e il successo si rinnova per tutta la sua infanzia e giovinezza.
Prima di diventare maggiorenne si stima avesse guadagnato l’equivalente di un centinaio di milioni di dollari attuali. A lui, in tasca, peraltro, arrivò ben poco. Il denaro fu speso dai famigliari. Dopo una lunga azione legale promossa dall’attore, lo stato della California adottò infine il Coogan Bill o Coogan Act, volto a proteggere i guadagni dei giovanissimi attori, un provvedimento destinato a fare storia. La norma stabilisce che il datore di lavoro deve accantonare un 15% della paga dell'attore in un fondo di protezione del suo guadagno, oltre a prevedere altri obblighi in materia di educazione scolastica, ore di lavoro e riposi obbligatori. La sua carriera, dopo i vent’anni, proseguì senza interruzioni, ma gli anni d’oro sembravano finiti. Recitò al cinema come comprimario e come caratterista.
Nel frattempo, trovò anche il tempo di diventare un pilota d’aliante e si arruolò volontario per le
pericolose missioni USA nella seconda guerra mondiale. Finita la guerra, trovò
buone occasioni in televisione. Negli anni 1964-66, la seconda grande occasione
della vita: il ruolo di Zio Fester nella mitica serie in bianco e nero della
Famiglia Addams (canale ABC), famosissima anche in Italia. In seguito continuò
a lavorare in tv, ma non ebbe più ruoli di simile importanza. Morì, a 69 anni,
nel 1984. Ma, come tutti i grandi del Cinema, rimane vivo per sempre nei film e
nelle serie che ha interpretato.



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