A ogni santo la sua candela, ossia della conquista del potere

 

Chi è cresciuto in certi quartieri, tra mille difficoltà, deve crescere alla svelta, se non vuole venire travolto e andare a fondo. E' così anche per Maristella che, rimasta orfana di entrambi di genitori, impara ben presto ad arrangiarsi. Ed è così anche per suo figlio Ernesto, in cui la madre ripone grandi speranze. Le speranze di un radicale riscatto sociale, che non può fermarsi di certo alla fresca laurea in Economia. Si tratta di capire come gira il mondo, di sfruttare le proprie abilità e le proprie conoscenze, sapere a chi appoggiarsi, chi adulare: “Per cavarsela da queste parti bisogna essere furbi oltre la media, entrare nel meccanismo, adattarvisi, tirare le leve giuste”. Altrimenti si rischia di rimanere disoccupati, di ingrossare la massa dei tanti che invadono i vicoli dei Quartieri Spagnoli di Napoli, che vivono ai margini, che non ce l'hanno fatta.

“A ogni santo la sua candela” è un romanzo di Stefano Crupi, che racconta proprio dell'ascesa sociale di Ernesto e del ruolo fondamentale svolto da sua madre in questo percorso. Un percorso inarrestabile di ascesa verso il potere, ottenuto usando metodi più o meno illeciti, senza perdere mai di vista l'obiettivo finale, da perseguire ad ogni costo. Quasi un moderno Cesare Borgia, questo Ernesto, e un libro che sembra un trattato sulla conquista del potere. Quasi un Principe di Machiavelli, fatte le dovute proporzioni. Non a caso “il fine giustifica i mezzi”, la famosa frase attribuita a torto all'autore rinascimentale, ben si addice alle figure di Ernesto e Maristella, che testimoniano anche la profonda disillusione di  chi sembra ritenere che l'Italia non sarà mai davvero un paese meritocratico e che, più che le qualità della persona, contino le conoscenze e le protezioni su cui si può contare. 


Se poi gli appoggi sono molti, ancora meglio: “Il segreto di Maristella sta nel non mettersi dietro a un unico santo. Ogni santo vuole la sua candela, ripete sempre, il segreto è saper scegliere quello giusto”. L'appoggio del boss Alfonso Malatesta, con cui Maristella ha avuto una relazione in gioventù, sembra permettere il salto di qualità, ma ben presto Ernesto si accorgerà che la conquista del potere non è per nulla semplice e si corrono rischi enormi. Un romanzo senza dubbio gradevole, che fa riflettere su certe storture della società italiana e non lascia indifferenti.

 


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