Marzo pazzerello o marzo che annuncia la primavera? La voce dei poeti

Mese particolare, senza dubbio, Marzo. L'inverno, a tratti, sembra già alle spalle. Qualche bella giornata di sole, pomeriggi caldi e voglia di scoprirsi e andare a far due passi. Voglia di uscire in bicicletta, di programmare qualche viaggio e poi... ritorna la pioggia, il vento, il maltempo. Sembra di ripiombare nell'inverno, e tutti i progetti rientrano nel cassetto. Marzo pazzerello! Ritornano alla mente le parole della maestra che, nella nostra infanzia, ci ricordava di stare attenti, di non scoprirci, per non buscarci un malanno. Anche la voce dei poeti sembra confermare quanto detto. Andiamo a riprendere qualche poesia, più o meno nota, dedicata al mese di marzo. Poi, mi raccomando, fatemi sapere quale avete preferito. Le conoscevate?


Marzo


Marzo: una lacrimetta

che una ventata asciuga,

e qualche nuvoletta

che il sole mette in fuga.

Minaccia di bufera,

e poi, tutto ad un tratto,

riso di primavera.

Oh, marzo, marzo matto!

(Angiolo Silvio Novaro)




Marzo bello


Piove ancora e ride il sole;

la massaia fa il bucato

sulla riva di un ruscello.

Oh, bel marzo! Oh, marzicello!

Vi salutan le viole

che si vestono modeste

e stan sempre sole sole.

Marzo bello!

Già in un campo, un contadino

per voi canta uno stornello;

è fiorito il biancospino

che fa siepe a un campicello.

(Antonio Beltramelli)




Marzo

Io sono Marzo che vengo col vento

col sole e l’acqua e nessuno contento;

vo’ pellegrino in digiuno e preghiera

cercando invano la Primavera.

Di grandi Santi m’adorno e mi glorio:

Tommaso il sette e poi il grande Gregorio;

con Benedetto la rondin tornata

saluta e canta la Santa Annunziata.

Primavera

Sarà un volto chiaro.

S’apriranno le strade

sui colli di pini

e di pietra….

I fiori spruzzati

di colore alle fontane

occhieggeranno come

donne divertite: Le scale

le terrazze le rondini

canteranno nel sole.

(Cesare Pavese)


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