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La vanga dalla punta d’oro

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Tra Leggenda e realtà - a cura di Rita Santini Un giorno, un giovane disse al padre: “Anch’io vorrei trovare un tesoro!” Il padre, uomo anziano, saggio e accorto, rispose al figlio: “Io ti do questa vanga e, mi raccomando, sappila usare, perché possiede una speciale qualità. È la vanga dalla punta d’oro. Se saprai usarla, non avrai più fame, se ne farai buon uso vivrai bene”.  Il ragazzo, dapprima, rimase deluso e disorientato, perchè non riusciva a capire come una semplice vanga potesse portargli tanto benessere. Credeva di ricevere un tesoro fatto di monete d'oro, e non capiva in quale modo quello strumento potesse portargli ricchezza. Il giovane, tuttavia, iniziò ad usare la vanga. Le fece smuovere la terra dal mattino a sera, ed egli ne osservava con orgoglio la punta che brillava e sembrava d’oro, dal primo sorgere del sole fino allo spuntare della luna. Ella roteava nelle sue mani, smuovendo il terreno, che sotto la punta della vanga sembrava un fuscello. Seminò og...

Tra leggenda e realtà: Nola e le "caselle"

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Racconto di Rita Santini Se mi appresto a scrivere, oggi, è perché vari amici di infanzia mi hanno pregato di farlo e io ben volentieri li accontento, sperando anch’io come loro di rivivere l’incanto di ciò che i nostri monti, con le loro meraviglie, suscitano nel nostro animo. Dove mi reco si potrebbe raggiungere anche in fuoristrada, ma preferisco andare a piedi per soffermarmi maggiormente e godere di ciò che la natura mi offre. Parto un giorno, sola, e dopo varie ore di cammino mi ritrovo su in alto sopra la macchia di Albareto e di Rovinaglia e poi su su fino al confine dei Due Santi. È incantevole l’ambiente, e mi invita alla preghiera, incontro fiori di straordinaria bellezza, farfalle di vari colori, animaletti veloci che mi attraversano la strada, mi sembrano puzzole o scoiattoli. In lontananza vedo un lupo, forse randagio, che al sentore dei miei passi fugge veloce, accompagnato dal canto di uccelli dai colori variopinti. Mi viene incontro un gruppo di cinghiali, rum...

L'inafferrabile tesoro

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Leggende borgotaresi - a cura di Rita Santini Una volta si sentiva spesso parlare di tesori. Il più famoso, di cui sono a conoscenza, si trovava al confine tra Borgotaro e Rovinaglia. Durante il periodo invernale, in cui ci riposavamo dal duro lavoro nei campi, la sera, raccolti attorno al focolare, i grandi raccontavano storie e leggende a volte piacevoli, ma spesso tetre, come questa, che a me faceva molta impressione, perché essendo piccola, allora, il diavolo mi ispirava terrore. Ancora di più questa, perché questo luogo era vicino al mio podere. La leggenda raccontava di un uomo che ricercava un tesoro e, in quel boschetto, il tesoro c’era davvero. Quel signore si era recato in quel posto e aveva incontrato un uomo scuro, strano, enigmatico, che lui non conosceva. Gli disse che, appena possibile, avrebbe dovuto raccogliere quel tesoro senza proferire parola, altrimenti il tesoro sarebbe scomparso. L’uomo promise che non avrebbe parlato con nessuno. La notte seguente, egli...

Curiosità storiche: Rosmunda e il cranio del padre

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Alboino e i Longobardi alla conquista dell'Italia (568 d.c.) I Longobardi erano un popolo germanico che si era stanziato in Pannonia (attuale Ungheria). Spinti dalle incursioni degli Avari, i Longobardi, guidati dal re Alboino, giunsero in Italia nel 568 d.c. dopo aver valicato le Alpi. I Bizantini non riuscirono ad opporsi all'invasione e, in poco tempo, il nuovo popolo occupò Milano e parte della pianura padana, che prese così il nome di “Longobardia” (da cui deriva l'attuale termine Lombardia).  La loro storia ci è stata tramandata dallo storico Paolo Diacono, vissuto nell'VIII secolo, ed è affidata alla sua “Historia Longobardorum”. Una figura, tra le tante, che spicca all'interno della narrazione, è quella di Rosmunda, la cui vicenda umana, tra leggenda e realtà, non lascia indifferenti. Rosmunda era la figlia di Cunimondo, re dei Gepidi, vinto e ucciso da Alboino, re dei Longobardi. Alla fine di quella guerra, forse per riappacificarsi con i Gepidi, ...