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I due soldati (ovvero Pasqua di guerra)

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Racconto di don Elio Sidoli Ogni tanto mi piace proporvi un bel racconto di don Elio Sidoli, già parroco nella Val Vona di Borgotaro. A oltre 25 anni dalla morte, i suoi testi hanno ancora molto da dire. Il racconto che vi presentiamo oggi, "I due soldati (ovvero Pasqua di guerra)", ci sembra proprio richiamare quello che sta accadendo in questi giorni. Quella che stiamo vivendo è una Pasqua anomala, triste, addolorata dai tanti morti che questo virus tremendo sta mietendo nella nostra popolazione. E' una guerra anche questa, in un certo senso.  Il racconto è tratto dal libro "I racconti di don Elio" (Ass. Emmanueli), una pubblicazione locale da tempo, purtroppo, esaurita. Buona lettura ! I due soldati (ovvero Pasqua di guerra) E' il Sabato Santo dell'anno di grazia 1944. Anche quest'anno sarà una Pasqua di guerra. Anche quest'anno Cristo ripeterà la Sua Passione nelle carni straziate dei soldati che combattono ancora, in mezzo ...

Borgotaro e le belle tradizioni pasquali di una volta

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A cura di Rita Santini Ci stiamo avvicinando anche quest'anno alla Santa Pasqua, dove si ricorda la morte e Risurrezione di Gesù: è la festa più bella di tutto l'anno per noi battezzati che, credendo e mettendo tutta la nostra speranza in Gesù, ardentemente speriamo che anche noi risorgeremo. Certo, quest'anno sarà una Pasqua un po' triste, costretti a stare in casa per il rischio del contagio e nell'impossibilità di andare in chiesa per festeggiare in modo tradizionale. Voltandoci indietro al tempo della nostra infanzia, vediamo come si festeggiava l'arrivo della Pasqua allora. Si cominciava il Giovedì Santo, come ora, con la preparazione del Santo Sepolcro. A dire il vero si cominciava già due mesi prima, seminando in cantina il grano che poi, nascendo, si trasformava in erba bianca, da mettere nel Sepolcro, insieme ai fiori più belli che ogni famiglia portava in chiesa.  C'era poi un'altra tradizione che si chiamava “battere Pilato”, cio...

I racconti di don Elio Sidoli: il vecchio mulino

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Sono passati 25 anni dalla morte di don Elio Sidoli, parroco in Val Vona di Borgotaro. Anche se dire solo “parroco”, nel suo caso, è veramente riduttivo. Don Elio fu anche docente, intellettuale e scrittore. Proprio in quest'ultima veste, di straordinario narratore, lo voglio ricordare su queste pagine, presentandovi un suo racconto apparso all'epoca su “Voce del Taro”. Un racconto che indulgeva un po' al macabro e al mistero. Spero sia di vostro interesse. Il racconto è tratto dal libro "I racconti di don Elio" (Ass. Emmanueli), una pubblicazione locale da tempo, purtroppo, esaurita. Forse meriterebbe la ristampa. A presto! Il vecchio mulino Ero stato a visitare un ammalato e ritornavo stanco verso questo piccolo paese dove curo le anime di questi scarsi viventi. O cerco di curarle, almeno. Ormai cadeva la sera e io affrettavo il passo per poter passare, prima che scendesse la notte, vicino al mulino maledetto. Tutti qui lo chiamano così. È ...

I racconti di Rita Santini: Cari ricordi del passato

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Forse qualcuno, che ha letto distrattamente i miei racconti, avrà pensato che raccontassi fiabe, ma non è così. Raccontavo infatti un passato che non esiste più. Io sono cresciuta, come i bimbi di allora, sana all’ombra dei cerri, dei castagni, dei pioppi delle nostre valli. I miei amici, come me, erano giovani e spensierati. Correvamo allegri nel verde dei prati, inebriandoci col profumo soave dei fiori, all’aria dolce e primaverile; sognando come è giusto sognare quando si è giovani e giovani allora eravamo, ed amavamo il sorgere del sole dietro i monti, che quasi sempre ogni mattina s’annunciava radioso, accarezzando le colline circostanti. Una natura così incontaminata, che faceva giungere a noi l’aroma speciale che emanava il fieno appena falciato d’estate.  In questo ambiente eravamo felici di vivere, di essere amici di tutti, di difendere e amare uomini, bestie e piante, cioè ogni essere vivente. Nella stalla osservavamo la luce tremula dell’acetilene appesa al sof...

"Nero Liguria" - Un'antologia tra giallo e "Nero"

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Spesso ci capita di pensare, con una certa superficialità, alla Liguria come alla terra delle vacanze, del mare, del riposo estivo, della luce. Chi la conosce meglio, sa invece che la Liguria ha un'anima fatta di luce e ombra. Lo scrittore savonese Daniele Genova ha colto bene questi aspetti contrastanti della terra ligure: “Non è possibile raccontare la terra di Liguria, se non così: a colpi di luce, giochi d'ombra, rapidi tocchi di pennello”. E l'ombra è rappresentata, tanto per fare un esempio, dai tanti fatti di cronaca nera che l'hanno vista protagonista. Basti pensare al serial killer Donato Bilancia, solo per citare il nome più noto, o alle vittime degli anni di piombo (Guido Rossa; i morti di via Fracchia). Senza dimenticare i casi ancora irrisolti, come quello di Nada Cella. Non è un caso, inoltre, che il cantautore più famoso di questa terra, Fabrizio De Andrè, sia il cantore per eccellenza dell'umanità diversa e “deviata”...  Anche il cinema ha co...

I racconti di Rita Santini: Il piccolo ombrellaio

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Foto tratta da www.lacittavisibile.eu Erano gli anni '50: era appena finita la Seconda Guerra Mondiale, e si viveva con parsimonia. Anche possedere un ombrello era una fortuna. Prestarselo uno con l'altro, all'interno della famiglia, era cosa comune. Anche in casa mia si faceva così, e a forza di passarselo di mano in mano, sovente si rompeva, e gli cadevano le stecche. Non si avevano i soldi per comprarne un altro e allora, quando si sentiva strillare “Ombrellaio!”, si correva fuori a cercarlo. Arrivava allora quell'uomo, con a tracolla un ombrello che aveva aggiustato, e appresso a lui un figlioletto di sette-otto anni, coi capelli rossi e il naso ricoperto di lentiggini; così carino, che era immediatamente simpatico a tutti, ma a noi bambini in modo particolare. Sentivamo suo padre sgridarlo sovente, e intimargli di aiutarlo ad aggiustare gli ombrelli; un lavoro da grandi, che di bello aveva solo la fatica, e poi il lungo cammino di casa in casa. Ci dissero...

I racconti di Rita Santini: I frati "cerconi" e le formaggette

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Quando ero bambina abitavo nel podere in campagna, poco lontano dal Borgo, dove allora mancava tutto: la luce elettrica, l’acqua corrente nelle case, il telefono e mille altre cose. I nostri giovani dovrebbero pensare un attimo a quali immensi benefici ha portato oggi l’arrivo di queste cose. Esistevano però altri valori ai quali tenevo molto, come l’amore per una famiglia unita: i nonni, genitori buoni e fratelli e sorelle affettuose. Si giocava con i cani e i gatti e anche le mucche ci facevano compagnia. Bastava un riccio, un topolino o uno scoiattolo, per farci fare le corse e un sacco di risate. Quando poi, nella stalla, nasceva un vitellino, per noi era una gioia grande e noi bambini ci chiedevamo come poteva essere nato già così gigante. Vivevamo molto isolati, a quel tempo, e non veniva quasi mai nessuno a trovarci. Le poche persone che ogni settimana bussavano alla nostra porta erano le benvenute. Una o due volte all’anno arrivavano da noi due frati anziani, che av...

I racconti di Rita Santini: L'omino dell'olio

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Questa nostra era moderna è un’epoca in cui per chiamarsi, scriversi e dialogare basta un clic, una chat o qualcosa di simile, anche se questi strumenti nascondono spesso amare sorprese. Tutti lavorano attaccati ai computers e ai telefoni cellulari, e tutto è veloce e affannoso. A noi che tanto giovani ormai non siamo più, ma neppure vecchi, viene da chiederci dove sono finiti i nobili mestieri della nostra gioventù, quando il lavoro ci riempiva le ore e le giornate. Venivamo contattati da persone efficienti che ci offrivano il frutto del loro pregiato lavoro manuale. E noi lo sappiamo che era così, perché lo abbiamo provato. Fra i tanti mestieri in voga una volta, ve ne racconto uno che ha come protagonista un uomo originale e simpatico, ma soprattutto carico di umanità. Mi ricordo perfettamente un omino piccolo, anziano ma vispo, che due volte all’anno giungeva dalla Liguria. Portava sempre, caricato saldamente sulle spalle, un grosso contenitore di acciaio inossidabile, e nelle ...