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Filinnio, la prima "non morta" della storia della letteratura

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  L’antico scrittore Flegonte di Tralle (II secolo d.c.) nel suo « Libro delle meraviglie » racconta una vicenda inquietante, a mezzo tra la leggenda metropolitana e il racconto di fantasmi, che ha per protagonista Filinnio, una «non morta» ante-litteram. Questo libro rientra in un genere particolare, che nell’antichità mirava a raccogliere meraviglie naturali o, talvolta, soprannaturali. Qualcuno ha parlato della prima Vampira della letteratura, anche se del vampiro ha ben poche caratteristiche. Ecco il racconto:   Ipparco, un magistrato della città greca di Anfipoli, non lontano dall'odierna Salonicco, aveva informato il suo superiore di un fatto incredibile che era accaduto qualche tempo prima. Una ragazza, di nome Filinnio, era morta prematuramente dopo le nozze. I genitori Carito e Demostrato, disperati, l'avevano sepolta nella tomba di famiglia.  Sei mesi dopo, però, la fanciulla misteriosamente era risorta dalla tomba e, durante la notte, era ritornata nella propri...

Il nascondiglio di Anna Frank fu scoperto per “caso” o fu davvero tradita?

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  Come fu scoperto il nascondiglio di Anna Frank? La tesi più accreditata è sempre stata quella di un traditore, di una spia che ne avrebbe rivelato l'ubicazione precisa. Un mistero, da sempre irrisolto. Qualche anno fa, precisamente del 2016,  la pubblicazione di uno studio del ricercatore Gertjan Broek ha gettato nuova luce sulla vicenda. Analizzando fonti già note e scovandone di nuove, giunge alla conclusione che la famiglia di Anne Frank fu scoperta per caso e non per un tradimento, come si è sempre creduto. La notizia, ritenuta valida anche dalla fondazione olandese che gestisce la casa-museo di Anna, è riferita dal sito web DutchNews, ed ha fatto rapidamente il giro delle redazioni. Come noto a tutti, la famiglia Frank, dopo essersi rifugiata ad Amsterdam, aveva trovato rifugio in un “alloggio segreto” al numero 263 di Prinsengracht , collocato nella casa retrostante la ditta diretta dal padre Otto. L'ingegnoso nascondiglio aveva permesso a loro e ad un'altra famig...

Quei misteri celati nelle tombe: i casi di Alessandro Farnese e di Federico II

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Nel mese di gennaio, come reso noto dalla “Gazzetta di Parma” , è stata riesumata la salma dell'illustre condottiero parmigiano Alessandro Farnese. La delicata operazione, effettuata dall’equipe di Arché restauri, promossa dall’Ordine Costantiniano e svoltasi alla presenza di illustri testimoni, potrà fare luce su un mistero lungo quattro secoli. L’idea di riesumare la salma di Alessandro Farnese è nata da Anna Zaniboni Mattioli, grande appassionata di storia, e dallo studioso Giuseppe Bertini, autore di importanti saggi sulla storia dei Farnese.  Figlio di Ottavio e di Margherita d'Austria, Alessandro Farnese trascorse i primi anni della sua vita a Parma. Ben presto, tuttavia, conquistatosi la stima del re Filippo II di Spagna, che era suo zio, diventò uno dei suoi più stretti consiglieri ed accompagnatori. Le sue doti militari risultarono ben presto evidenti a tutti e Alessandro ebbe un ruolo decisivo nella battaglia di Lepanto che, nel 1571, arrestò l'ava...

I due fantasmi del castello di Torrechiara

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Il castello quattrocentesco di Torrechiara (PR), meta turistica tra le più amate e conosciute del territorio parmense, ospiterebbe, secondo la tradizione, misteriose presenze. Fatto costruire tra il 1448 e il 1460 dal conte Pier Maria II de' Rossi con scopi di carattere difensivo, è fortificato con una triplice cinta muraria e quattro torri angolari collegate da cortine merlate. Il castello fu anche il nido d'amore del conte e della giovane da lui amata, Bianca Pellegrini.  Nunc et semper I due amanti, pur essendo entrambi già sposati, vissero la loro relazione alla luce del sole. Il castello ospita, tra le altre cose, la bellissima “Camera d'oro”, affrescata probabilmente dal pittore Benedetto Bembo e molte raffigurazioni, fortemente simboliche, trattano proprio dell'amore del conte per Bianca, affrontato secondo i rituali dell'amore cavalleresco. La denominazione della camera era proprio dovuta all'oro zecchino che un tempo rivestiva le formelle in...

Curiosità cinematografiche: il misterioso protagonista di “Nosferatu”

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Gli appassionati di cinema horror, di vampiri e di cinema in generale, ricordano senz'altro la figura scheletrica del conte Graf Orlok, protagonista del film “Nosferatu” (1922) del regista F.W. Murnau, uno dei più famosi film espressionisti. Come noto, gli attori dell'epoca compensavano la mancanza di sonoro con una mimica esagerata ma evocativa e, nel caso in questione, il pesante trucco e gli sguardi sconvolti, spesso fissi nella telecamera, creano un'atmosfera già di per sé opprimente e ansiogena. I giochi di ombre disegnano una realtà al limite dell'incubo, al cui interno si muove la figura del conte, inquietante quanto basta ancora oggi, che ha contribuito non poco al successo del film. “Ripugnante, scheletrico, con le mani adunche e gli occhi cerchiati, il cranio calvo e a punta, le orecchie pipistrellesche sormontate da piccoli ciuffi di pelo”. Così lo descrive Fabio Giovannini ne “Il libro dei vampiri: dal mito di Dracula alla presenza quotidiana” (edi...