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Curiosità cinematografiche: il misterioso protagonista di “Nosferatu”

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Gli appassionati di cinema horror, di vampiri e di cinema in generale, ricordano senz'altro la figura scheletrica del conte Graf Orlok, protagonista del film “Nosferatu” (1922) del regista F.W. Murnau, uno dei più famosi film espressionisti. Come noto, gli attori dell'epoca compensavano la mancanza di sonoro con una mimica esagerata ma evocativa e, nel caso in questione, il pesante trucco e gli sguardi sconvolti, spesso fissi nella telecamera, creano un'atmosfera già di per sé opprimente e ansiogena. I giochi di ombre disegnano una realtà al limite dell'incubo, al cui interno si muove la figura del conte, inquietante quanto basta ancora oggi, che ha contribuito non poco al successo del film. “Ripugnante, scheletrico, con le mani adunche e gli occhi cerchiati, il cranio calvo e a punta, le orecchie pipistrellesche sormontate da piccoli ciuffi di pelo”. Così lo descrive Fabio Giovannini ne “Il libro dei vampiri: dal mito di Dracula alla presenza quotidiana” (edi...

I grandi Incipit della letteratura: "Moby Dick" di Herman Melville

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Cari amici del “Lettore”, oggi voglio proporvi un nuovo Incipit letterario; anche in questo caso si tratta di un capolavoro della letteratura, che non può mancare nel nostro personale elenco di #classicidaleggere. Si tratta di “Moby Dick” di Herman Melville. Il romanzo, pubblicato nel 1851, ebbe scarsissimo successo e fu un fallimento dal punto vista economico, tanto che alla morte di Melville si calcola che ne fossero state vendute solo 3000 copie. Riscoperto negli anni venti del '900, ha conosciuto un successo che non tramonta. La vicenda, molto difficile da riassumere in poche battute, vede come protagonista il comandante Achab e la sua nave baleniera, il Pequod, che va a caccia di balene e capodogli, in particolare dell'enorme balena bianca, Moby Dick, appunto, verso cui il comandante nutre un enorme sentimento di vendetta. Il libro non è soltanto fatto di avventure sul mare, ma è ricco di riflessioni filosofiche, scientifiche e religiose, affidate al narratore Ism...

I racconti di don Elio Sidoli: il vecchio mulino

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Sono passati 25 anni dalla morte di don Elio Sidoli, parroco in Val Vona di Borgotaro. Anche se dire solo “parroco”, nel suo caso, è veramente riduttivo. Don Elio fu anche docente, intellettuale e scrittore. Proprio in quest'ultima veste, di straordinario narratore, lo voglio ricordare su queste pagine, presentandovi un suo racconto apparso all'epoca su “Voce del Taro”. Un racconto che indulgeva un po' al macabro e al mistero. Spero sia di vostro interesse. Il racconto è tratto dal libro "I racconti di don Elio" (Ass. Emmanueli), una pubblicazione locale da tempo, purtroppo, esaurita. Forse meriterebbe la ristampa. A presto! Il vecchio mulino Ero stato a visitare un ammalato e ritornavo stanco verso questo piccolo paese dove curo le anime di questi scarsi viventi. O cerco di curarle, almeno. Ormai cadeva la sera e io affrettavo il passo per poter passare, prima che scendesse la notte, vicino al mulino maledetto. Tutti qui lo chiamano così. È ...

Quinto Sertorio, storia del romano che sfidò Roma

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Non conoscevo la vicenda umana di Quinto Sertorio, oratore e condottiero vissuto in anni complessi e delicatissimi della Repubblica romana. Sono un appassionato di storia romana da sempre ma, come noto, i grandi perdenti e i ribelli vengono spesso dimenticati. Sembra un luogo comune, ma non lo è più di tanto: la storia la scrivono i vincenti. Mi sono trovato fra le mani un libro avvincente, una biografia, o per meglio dire un'autobiografia, di un personaggio straordinario. Poche pagine di antefatto ci raccontano dell'arrivo a corte di Plutarco, lo scrittore sublime delle “Vite parallele”, convocato dall'imperatore Traiano. L'occasione è il ritrovamento di documenti vergati di suo pugno da Sertorio, appunto, ossia la sua autobiografia. “Per certi aspetti ricorda i Commentarii di Cesare, per altri se ne discosta del tutto. Nel rifiuto della impersonalità, per esempio. Sertorio rigetta l'uso cesariano della terza persona. Parla in prima. Il vero protagonis...

Il cacciatore di sogni, l'ideatore del vaccino anti-polio

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“Albert Sabin è stato il mio eroe ed è per questo che ho voluto raccontare la sua vita nella veste che merita, quella di una storia per ragazzi, perchè “il cacciatore di sogni” ha tanto da insegnarci, ancora oggi”. Così scrive Sara Rattaro, autrice del libro di cui vi voglio parlare oggi, ossia “Il cacciatore di sogni”, edito da Mondadori (2017). Un libro che ci ricorda, una volta di più, l'importanza dei vaccini e, in questo caso, di quello contro la poliomielite, malattia che ha continuato a colpire pesantemente la popolazione, provocando gravi paralisi o la morte, fino al 1950, anno in cui si è giunti alla preparazione dei primi vaccini, i cosiddetti vaccini di Koprowski, prima, e di Salk poi, fino a giungere infine a quello di Sabin, di cui si parla in questo libro. Sara Rattaro Un libro pensato per gli adolescenti, ma di gradevole lettura anche per gli adulti, che dà voce ad un ragazzo che racconta, in prima persona. E' il 4 luglio 1984. La noia dell...

Sui social si parla di libri: intervista a Massimo Beccarelli su "Gazzetta di Parma"

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Lo scorso 15 ottobre sono stato a Parma, su invito di Andrea Violi, giornalista della “Gazzetta di Parma”, per un'intervista nella redazione di via Mantova. L'argomento dell'intervista è stata la mia attività sui social, e in particolare il lancio degli hashtag culturali che mi impegna ormai da diversi anni. Il più famoso, come molti di voi sanno, è stato #classicidaleggere, ma si possono ricordare anche #bibliotecaideale, #twittamiunlibro e tante altre proposte culturali che hanno sempre riscosso un buon gradimento tra gli utenti di twitter. Ne hanno parlato anche diversi quotidiani e settimanali nazionali, come “Il Corriere della Sera”, “Panorama” e “Vanity Fair”, oltre alla “Gazzetta di Parma” che, fin dagli inizi, ha dato risalto alle mie iniziative. Qualcuno ha scritto che sono stato uno dei primi a “fare cultura su twitter” in Italia e, in effetti, quando ho iniziato la mia attività, erano ben pochi gli esempi analoghi in giro sul social. Oggi twitter è cambi...

Un'intervista in cui parlo del Premio letterario "La Quara"

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Due giorni fa si è tenuta la cerimonia conclusiva della 5^ edizione del premio letterario "La Quara". Un premio di cui sono stato l'ideatore nel 2014. Nei prossimi giorni vi fornirò un resoconto più dettagliato del pomeriggio del 25 agosto, ma oggi vi voglio proporre il link a un'intervista che mi è stata chiesta dal blog del premio.  Poche, significative domande per ricordare come tutto è iniziato, i successi di questi anni e le prospettive per il futuro. Rispondere mi ha riportato alla mente, in una rapida carrellata, tanti piccoli e grandi episodi di questi anni, dall'idea originaria, accolta con grande entusiasmo da tutti, alle difficoltà nel reperire i primi sponsor. Cinque anni che sono volati, con un unico comun denominatore, la passione determinante e bruciante per la cultura e la lettura, che ci hanno portato fino a qui. Ma ora, lasciamo spazio all'intervista che potete leggere integralmente cliccando qui sotto: Presente, passato e futur...

Sulle tracce di Ettore Petrolini, grande attore dei primi del '900

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In questi giorni di fine agosto, mettendo ordine nella libreria di casa (impresa titanica, che non concludo mai!) mi è venuto tra le mani un libricino della vecchia serie "100 pagine - 1000 lire" della Newton Compton dedicato al grande attore Ettore Petrolini: "Macchiette, lazzi, colmi e parodie". Il ritrovamento del libricino, acquistato ai tempi dell'Università, è stato l'occasione per rileggerne i contenuti e, visto che mi sono accorto di conoscere poco Petrolini, per cercare di approfondirne l'opera.  Adorato dal pubblico dei suoi tempi, come spesso accade, oggi è quasi dimenticato, anche se sono moltissimi gli attori che lo citano tuttora, mettendo in scena alcuni dei suoi personaggi più grandi. A mo' d'esempio, basti citare Gigi Proietti che, anche nel recente programma televisivo "Cavalli di battaglia", ha dimostrato quanto si ispiri all'opera di Petrolini. Ettore Petrolini, nato a Roma nel 1884, è stato il maggiore e...

I grandi incipit della letteratura: Cent'anni di solitudine di G. García Márquez

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Voglio riprendere oggi, cari lettori, la tradizionale rubrica del "Lettore di provincia" dedicata ai grandi incipit della letteratura. Lo spirito della rubrica è sempre lo stesso, quello di proporre le prime battute di un capolavoro della letteratura mondiale che, per diverse ragioni, ha entusiasmato i lettori attraverso le generazioni. Classici tra i classici, che molti di voi avranno già letto integralmente, ma che fa sempre piacere riprendere in mano. Un invito alla lettura caloroso, invece, per chi ancora non ha avuto l'occasione di sfogliarli. Oggi vi propongo "Cent'anni di solitudine" di G. Garc í a M á rquez. Pubblicato nel 1967, scritto nell'arco di 18 mesi, ma meditato per 15 anni, è un libro complesso, ma con i tratti tipici del capolavoro. Un linguaggio portentoso e un'invidiabile fantasia sostengono M á rquez nella creazione della città di Macondo, vero paradigma della solitudine, che vive e cresce avvinghiata alle vicende della ...

La Verità sul Codice Da Vinci

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Bart D. Ehrman, illustre storico americano, ci aiuta a svelare i segreti del libro                                                                 Forse sarà capitato anche a voi, e allora mi capirete al volo, ma spesso per me i giorni di fine estate sono quelli in cui, dopo le dovute vacanze, pian piano mi preparo a rimettermi all'opera e lo faccio spesso mettendo ordine nei cassetti della scrivania e... del computer. E così, facendo pulizia tra le mail e le cartelle, capita che saltino fuori pezzi scritti tempo fa che, per qualche ragione, non ho mai pubblicato sul blog e sono stati letti solo dai lettori di qualche giornale locale. Talvolta si tratta di argomenti di carattere strettamente contingente che, a distanza di tempo, risulterebbero indigesti, altre volte invece si tratta di recensioni o commenti a libri che...

I grandi incipit della letteratura: Pinocchio di Carlo Collodi

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Cari amici del Lettore di Provincia, riprendiamo oggi con una nuova puntata dei "grandi incipit letterari". Una rubrica molto amata dai nostri lettori, e se ne comprendono facilmente le ragioni. Spesso fin dalle prime pagine di un libro si coglie la grandezza del volume che abbiamo tra le mani. Sono pagine che restano impresse nella memoria e formano il nostro bagaglio culturale. Oggi vi voglio presentare l'incipit, famosissimo, di "Pinocchio" di Carlo Collodi. Uscito a Firenze nel 1883, il titolo completo del libro è "Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino". Ritenuto da sempre un classico della letteratura per ragazzi, nasconde molteplici interpretazioni ed è un'azzeccata metafora della condizione umana. Un libro da rileggere da adulti, senza dubbio. Spero che rileggerne l'incipit vi faccia venire questo desiderio. Io lo sto rileggendo in questi giorni! Come andò che Maestro Ciliegia, falegname, trovò un pezzo di ...

Curiosità storiche: La Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina

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La figura importante, eppure poco nota, di Olympe de Gouges  Tutti conoscono la “Dichiarazione dei Diritti dell'uomo e del cittadino” (26 agosto 1789), uno degli elementi fondamentali e caratterizzanti del percorso della Rivoluzione Francese. Una dichiarazione di carattere universale, che fa riferimento a diritti che spettano ad ogni cittadino francese, sì, ma anche ad ogni uomo in generale. Uno scritto che si ispirava alla Dichiarazione d'indipendenza degli Stati uniti d'America e che fissava principi basilari e ancora oggi imprescindibili. All'art. 1, ad esempio, si affermava che gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei loro diritti. All'art. 2, invece, si chiariva che i diritti naturali dell'uomo sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all'oppressione. Di fronte a questo progressivo affermarsi dell'uguaglianza dei diritti, nella Francia rivoluzionaria, anche le donne manifestarono sempre più il desiderio di ...

Tra leggenda e realtà: Nola e le "caselle"

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Racconto di Rita Santini Se mi appresto a scrivere, oggi, è perché vari amici di infanzia mi hanno pregato di farlo e io ben volentieri li accontento, sperando anch’io come loro di rivivere l’incanto di ciò che i nostri monti, con le loro meraviglie, suscitano nel nostro animo. Dove mi reco si potrebbe raggiungere anche in fuoristrada, ma preferisco andare a piedi per soffermarmi maggiormente e godere di ciò che la natura mi offre. Parto un giorno, sola, e dopo varie ore di cammino mi ritrovo su in alto sopra la macchia di Albareto e di Rovinaglia e poi su su fino al confine dei Due Santi. È incantevole l’ambiente, e mi invita alla preghiera, incontro fiori di straordinaria bellezza, farfalle di vari colori, animaletti veloci che mi attraversano la strada, mi sembrano puzzole o scoiattoli. In lontananza vedo un lupo, forse randagio, che al sentore dei miei passi fugge veloce, accompagnato dal canto di uccelli dai colori variopinti. Mi viene incontro un gruppo di cinghiali, rum...