sabato 22 giugno 2013

"Brumby, l'orizzonte degli eventi" di Nadia Bertolani

Il libro “Brumby, l'orizzonte degli eventi”, che è stato presentato oggi a Borgotaro presso il “Mata Cafè”, mi ha incuriosito subito, fin dal titolo, che trovo molto originale.
Brumby è il protagonista del romanzo. Lo incontriamo in Corsica, alle prese con una ragazza giapponese piuttosto petulante e molesta, con cui ha trascorso la notte. Non ci viene detto nulla di lui, del suo passato. E' un classico inizio in “medias res”.
Il significato del suo nome, decisamente strano, viene chiarito fin dalle prime righe. Ce lo spiega lo stesso protagonista: “Il Brumby è un cavallino australiano selvatico. Hanno tentato di addomesticarlo, ma lui si è di nuovo rinselvatichito”.
E, come il cavallo da cui prende il nome, Brumby è scontroso, burbero, ribelle. Ben presto si libera della ragazza, che pure gli aveva pagato il viaggio in traghetto per Marsiglia, perchè si sente in trappola, non ne sopporta le chiacchiere continue.
Nadia Bertolani e Massimo Beccarelli (Foto Agitati)
Durante la navigazione, incontra una donna anziana e sua figlia. L'anziana, di nome Gaia, chiede di potergli parlare... E così, in un lungo flash-back, gli racconta una serie di vicende che ha vissuto in Andalusia, e in particolare l'incontro con una giornalista di nome Dora, apparentemente giunta in Spagna per scrivere un articolo sul poeta Garcia Lorca, ma che in verità aveva compiuto quel viaggio per ben altre ragioni.
Ben presto si scoprirà che Brumby altri non è che il figlio di Dora, Tazio, disperso in un naufragio. Creduto morto, egli aveva pensato di chiudere con i genitori, con cui aveva sempre avuto dei contrasti, per rifarsi una nuova vita.
Ma ben altri sono i misteri di questa storia. I protagonisti del romanzo, infatti, non sono quello che sembrano. I loro stessi nomi celano un segreto...
E intanto il racconto prosegue, ricco di riferimenti alla mitologia greca, al mito di Demetra, Persefone e Ade, alla triste storia di Orfeo ed Euridice, alla figura di Edipo.
Fino a giungere ad un finale sorprendente, che ci invita a riflettere sui grandi misteri della vita e della morte, sull'anima e sulla complessità della struttura dell'universo.
Massimo Beccarelli


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