martedì 25 febbraio 2014

Borgotaro: due lapidi risorgimentali






Strano destino quello delle lapidi commemorative. Il loro scopo è quello di ricordare un personaggio, un fatto storico, un episodio significativo della storia di una comunità. Vengono collocate in luoghi pubblici, accessibili a tutti, affinchè tutti le leggano e, strano destino, si diceva… nessuno le legge. Passiamo distratti per le vie del Borgo, sempre indaffarati, e non ci curiamo di queste presenze silenziose e discrete. Ognuna di loro racconta una storia, tante storie.

Come ci meravigliamo quando qualche nostro concittadino, più attento di noi, ce le racconta!
Notavo, in questi giorni, due lapidi che risalgono al giugno 1859, 150 anni fa: piena epoca risorgimentale. L’Italia cercava da tempo, vanamente, di liberarsi dal predominio austriaco. L’anno precedente, 1858, il Conte di Cavour e Napoleone III avevano stipulato un accordo segreto a Plombieres, che garantiva ai piemontesi l’appoggio francese in caso di aggressione austriaca. Non ci fu bisogno di attendere molto. L’anno successivo, nel mese di aprile 1859, scoppiò il conflitto, noto come seconda guerra d’indipendenza.
Poiché fu l’imperatore austriaco Francesco Giuseppe a originarlo, inviando un ultimatum ai piemontesi, la Francia scese in campo al nostro fianco. Fin da subito, l’esercito franco-piemontese, guidato da Napoleone III, sconfisse ripetutamente l’esercito austriaco, a Montebello (20 maggio), Palestro (30 maggio) e Magenta (4 giugno). Anche a Borgotaro, in quei giorni, doveva esserci una certa animazione. La prima lapide di cui vogliamo parlare è situata alla metà di via Cassio, e ci racconta un fatto accaduto proprio il 5 giugno 1859. In quel giorno, verso sera, venne ucciso il borgotarese Antonino Casali, barbitonsor (barbiere) di anni 40, “reo di aver coraggiosamente inneggiato all’aurora della sospirata indipendenza”. L’eco della vittoriosa battaglia di Magenta, avvenuta il giorno prima, era giunta evidentemente anche al Borgo, e aveva riacceso negli animi la speranza di conquistare l’indipendenza dallo straniero: “Par quasi di sentirlo inveire verso i soldati o qualche autorità ducale: <<E’ finita! Ve ne andrete presto! Abbasso l’Austria. Viva l’Italia! >>. Venne colpito a morte in piena via Cassio”. (G. Bernardi, Borgotaro : qualcosa che conosco, Parma, Mup, 2005; p. 41).Gli scontri più significativi della seconda guerra d’indipendenza, comunque, erano ancora da venire. Decisive furono le battaglie di Solferino e San Martino (24 giugno 1859). A quest’ultima si riferisce la seconda lapide, collocata sotto il Pretorio, che è dedicata alla memoria di Pietro Ferrari di Bartolomeo, nato a Borgotaro nel 1834 e morto, appena 25enne, proprio nella battaglia di San Martino. Su quelle colline, l’esercito piemontese, sempre affiancato dagli alleati francesi, aveva combattuto strenuamente gli austriaci. Attacchi e contrattacchi, sotto un violento temporale.
Le sorti della battaglia che ora sembravano arridere ai piemontesi ora agli austriaci. Infine, la battaglia si era conclusa a nostro favore. Ma a quale prezzo! Decine di migliaia furono i morti, da una parte e dall’altra: una vera carneficina. Tra quei morti anche il nostro Pietro Ferrari, borgotarese, patriota, morto “per far la patria una-libera-indipendente”.
                                                                                                                                                            





1 commento:

  1. C'è da dire che le lapidi antiche con i segni del tempo, i simboli (che belli il berretto frigio e la stella!!!), e la loro ingenuità sono vibranti di antico candore e parlano di tempi andati e valori profondi. Meritorio il tuo sforzo nel valorizzarle. Grazie!
    Rocco

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